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domenica 31 agosto 2014

Slow Food Condotta del Tortonese

Un burro ben diverso da quello pallido e poco gustoso che occhieggia da troppi s... Un burro ben diverso da quello pallido e poco gustoso che occhieggia da troppi scaffali dei supermercati, un burro dal colore più marcatamente giallo, con un profumo e un sapore unici trasmessi al latte dai pascoli incontaminati, ancora ricchi di biodiversità, di cui si nutrono gli animali liberi di muoversi nel loro habitat naturaleBurro di montagna | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it In quest’ultimo scampolo d’estate, se non l’avete ancora fatto, regalatevi un po’ di montagna, immersi in una quiete fintamente immobile, in intima comunione con la natura, imparando a misurare i vostri limiti tra un’escursione e l’altra. E, poiché l’attività fisica fa venire fame, di sicuro provere… http://ift.tt/1pgE6Bz

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August 31, 2014 at 12:20PM

sabato 30 agosto 2014

Slow Food Condotta del Tortonese

Arriva l'uva cresciuta sotto il sole del Sud | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Le bizze dell'estate 2014 non hanno sicuramente aiutato i frutticoltori del Nord. Per dare un consiglio valido per tutto lo Stivale, allora sarà meglio orientarsi su qualcosa di coltivato prevalentemente al Sud, in Regioni che hanno goduto di bel tempo, e che sia all’inizio della sua stagione. L’uva… http://ift.tt/1n8bGu3

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August 30, 2014 at 12:15PM

venerdì 29 agosto 2014

Slow Food Condotta del Tortonese

Che si fa questo #sloweekend? Che si fa questo #sloweekend?Ultimo #sloweekend di agosto | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Scandicci - Sabato 30 e domenica 31 agostoTappa a Scandicci per Slow Folk al Parco dell’Acciaiolo. Sabato 30 e domenica 31 agosto dalle 19 alle 24 si terrà una grande festa popolare dedicata allo scambio culturale tra la Toscana e la Romania. Sabato in programma il concerto del menestrello Alessandr… http://ift.tt/1u58iEl

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August 29, 2014 at 05:13PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Ultimo #sloweekend di agosto ----------------------------------------- Scandicci - Sabato 30 e domenica 31 agostoTappa a Scandicci per Slow Folk al Parco dell’Acciaiolo. Sabato 30 e domenica 31 agosto dalle 19 alle 24 si terrà una grande festa popolare dedicata allo scambio culturale tra la Toscana e la Romania. Sabato in programma il concerto del menestrello Alessandro Giobbi e i Rom Draculas dalla Romania, domenica concerto dell’orchestra balcanica Barodrom Orkestar. Info e prenotazioni slowfoodtoscana@gmail.com Ingresso libero. E qui il programma dettagliato Marina Slow, Marina di Pisa 27 – 31 agostoDa mercoledì 27 agosto a domenica 31 a Marina di Pisa (Pisa) in via della Sirenetta (tra il Fortino e il Porto) c’è Marina Slow, quattro giorni di festa per assaporare il pesce, l’olio e il vino delle colline pisane. L’intento della manifestazione è favorire l’incontro diretto con i pescatori, con i produttori di cibo, i ristoratori, e tutta la filiera dell’artigianato dell’ospitalità. Qui il programma completo L’evento è organizzato da Circolo il Fortino; Condotta Slow Food. Partner: Gruppo di San Rossore; CNA Toscana Sapori; Confesercenti; Collaboratori: Navicelli Spa, Boccadarno Spa, Parco, Provincia di Pisa, Comune di Pisa, BCC di Cascina. Piemonte Domenica 31 agosto a Ormea (Cn) dalle ore 9 si terrà la passeggiata enogastronomica I Sapori della Balconata. Si parte da Ormea per raggiungere il tracciato principale della Balconata e se ne percorre un tratto per rientrare nel capoluogo a fine giornata. Durante il cammino, circa 3 ore di marcia su percorsi facili, si incontrano varie borgate in 5 delle quali i soci del Cai e alcuni sostenitori offrono le varie portate di un pranzo che dura nel tempo e che permette ai partecipanti di gustare specialità della cucina ormeasca. Il percorso è: Ormea – Pietre – Lunghi – Gialatti - Valdarmella – Parco fluviale. 16 euro soci Cai e Slow Food - altri 21 euro. Prenotazione obbligatoria Prenotazioni e info tel. 3332054416 VenetoLa Condotta del Vicentino organizza domenica 31 agosto a Villa Canal, splendida dimora del Seicento nella campagna di Grumolo delle Abbadesse www.villacanal.it, una rassegna dedicata all’enogastronomia dove gli oli extravergini di oliva e i vini della Provincia di Vicenza saranno protagonisti. Qui il programma.

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August 29, 2014 at 04:45PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Perché una normale iniziativa di enoturismo viene distorta in modo così brutale?... Perché una normale iniziativa di enoturismo viene distorta in modo così brutale? Solo per infamare il divo di turno e macinare tanto traffico??? Si sono lette così tante cavolate su Sting e signora da riempire un romanzo, noi ci atteniamo a un semplice post...Perché tante bufale in rete? Tipo quella sulla vendemmia di Sting? - Slowine www.slowfood.it La rete, grazie all’amplificazione mediatica incredibile dei social, crea delle bufale spettacolari. Una di queste è sicuramente quella su Sting e … Continua http://ift.tt/1ppAp2g

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August 29, 2014 at 03:23PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Per chi è a godersi qualche giorno di vacanza in montagna o per chi sta pianific... Per chi è a godersi qualche giorno di vacanza in montagna o per chi sta pianificando una bella gita in Valle d'Aosta, ecco le selezione di Osterie d'Italia, Slow Wine 2014 e Birre d'Italia 2014 http://goo.gl/z2DVIoViaggio in… Val d'Aosta | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Continua il nostro giro d’Italia con i luoghi selezionati dalle nostre redazioni. Questa settimana vi portiamo in Val d’Aosta. Buon divertimento! http://ift.tt/1n32B5y

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August 29, 2014 at 03:13PM

Slow Food Condotta del Tortonese

L'Europa al #SaloneDelGusto e #TerraMadre! L'Europa al #SaloneDelGusto e #TerraMadre!Siore e siori, ecco a voi l’Europa! - Salone Internazionale del Gusto - Torino / Lingotto -... http://ift.tt/1pqLtub Markthalle Neun Mancano poco meno di due mesi al grande meeting che vede riuniti migliaia di contadini, pescatori, cuochi, attivisti, produttori ambasciato http://ift.tt/1sOdStC

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August 29, 2014 at 12:22PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Dopo una calda giornata di mare trovare due seppioline ripiene cotte in padella... Dopo una calda giornata di mare trovare due seppioline ripiene cotte in padella e una bottiglia così, ti fa riconciliare con il mondo e pensare che il Verdicchio è un grande patrimonio di tutti noi beoni appassionati ... Gluck - La bottiglia della sera, di Francesco QuercettiVerdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Andrea Felici 2009, Felici - Slowine www.slowfood.it GLUCK – La bottiglia della sera dove: a casa con: seppie ripiene in padella Capita ogni tanto, che apri … Continua http://ift.tt/1qmvkpB

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August 29, 2014 at 10:49AM

Slow Food Condotta del Tortonese

In questi giorni si comincia a parlare piuttosto fittamente degli esiti della ve... In questi giorni si comincia a parlare piuttosto fittamente degli esiti della vendemmia 2014 ... c’è chi piange da settimane ma è già pronto – ha già fatto le telefonate giuste al migliore mediatore della zona di uve, mosti e vini – per diventare il coccodrillo che farà comunque bella figura con le uve degli altri ...Esiti vendemmia 2014? Chaos sive natura - Slowine www.slowfood.it In questi giorni si comincia a parlare piuttosto fittamente degli esiti della vendemmia 2014, che in certe zone d’Italia è … Continua http://ift.tt/1sNu5PK

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August 29, 2014 at 10:00AM

Slow Food Condotta del Tortonese

L'enologia è, etimologicamente, il discorso intorno al vino. Più generalmente, p... L'enologia è, etimologicamente, il discorso intorno al vino. Più generalmente, possiamo parlare di sapere legato al vino. Un peccato quindi restringere il significato di questa parola alle tecniche di cantina, ai processi di trasformaziono e di affinamento C'è molto di più: c'è anche la tecnica, ma questa è solo una parte della CULTURA DEL VINO ITALIANO. A Pollenzo, da Gennaio, ne esploriamo la vastità. Vi unite ad Armando Castagno, Maurzio Maurizio Gily, Nicola Perullo, Alessio Planeta, Giancarlo Gariglio, Fabio Giavedoni e tanti altri grandi nomi della cultura enoica del Bel Paese per diventare anche voi wine teller? Il futuro è lì, da scrivere con le esperienze oltre che con le parole giuste.Cultura del Vino, un Master dell'UNISG di Pollenzo www.millevigne.it Cultura del Vino, un Master dell'UNISG di Pollenzo 27 Ago 2014 12:23 Scritto da Maurizio Gily Visite: 38 Docenti di prestigio italiani e stranieri, stage nelle cantine più famose, viaggi di studio, incontri con i produttori, in un percorso che durerà da gennaio a dicembre per seguire tutte le fasi d… http://ift.tt/1zPdA8n

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August 29, 2014 at 08:57AM

Slow Food Condotta del Tortonese

L'enologia è, etimologicamente, il discorso intorno al vino. Più generalmente, p... L'enologia è, etimologicamente, il discorso intorno al vino. Più generalmente, possiamo parlare di sapere legato al vino. Un peccato quindi restringere il significato di questa parola alle tecniche di cantina, ai processi di trasformaziono e di affinamento C'è molto di più: c'è anche la tecnica, ma questa è solo una parte della CULTURA DEL VINO ITALIANO. A Pollenzo, da Gennaio, ne esploriamo la vastità. Vi unite ad Armando Castagno, Maurizio Gily, Nicola Perullo, Alessio Planeta, Giancarlo Gariglio, Fabio Giavedoni, Alessandro Ceretto e tanti altri grandi nomi della cultura enoica del Bel Paese per diventare anche voi wine teller? Il futuro è lì, da scrivere con le esperienze oltre che con le parole giuste.Cultura del Vino, un Master dell'UNISG di Pollenzo www.millevigne.it Cultura del Vino, un Master dell'UNISG di Pollenzo 27 Ago 2014 12:23 Scritto da Maurizio Gily Visite: 38 Docenti di prestigio italiani e stranieri, stage nelle cantine più famose, viaggi di studio, incontri con i produttori, in un percorso che durerà da gennaio a dicembre per seguire tutte le fasi d… http://ift.tt/1C8DpEz

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August 29, 2014 at 08:56AM

Iat Tortona



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giovedì 28 agosto 2014

Slow Food Condotta del Tortonese

Venite a scoprirli a Mantova, al Festivaletteratura http://goo.gl/yQ4tFg Venite a scoprirli a Mantova, al Festivaletteratura http://goo.gl/yQ4tFgTimeline Photos Nuovi arrivi in casa #SlowFoodEditore: 2 ristampe (La pecora di Pasqua e L'arrosto argentino) e 2 bellissime novità (Zaff&rano e altre spezie e Minestrine). A breve in libreria... per ora caldi di stampa qui da noi! #LellaCosta #HansTuzzi http://ift.tt/1zKPs72 http://ift.tt/1zKPtIb

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August 28, 2014 at 04:33PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Giorni contati per gli allevamenti intensivi? Nestlé si è impegnata a «migliora... Giorni contati per gli allevamenti intensivi? Nestlé si è impegnata a «migliorare il benessere animale» negli allevamenti da cui si approvvigiona http://goo.gl/DmlSz9 http://ift.tt/1zJCztI

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August 28, 2014 at 12:19PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Rice Bucket Challange: il web si riempie di riso ----------------------------------------- “Indian version for Indian needs”. Così è descritta l’iniziativa sulla pagina Facebook che a 24 ore dalla nascita contava già duemila fan. Perché certo non è il caso di farsi una doccia fredda in un Paese dove fame e povertà sono davanti agli occhi di tutti. Così ecco che la Ice Bucket Challange, l’iniziativa promossa da Als per sensibilizzare e raccogliere fondi per la ricerca sulla Sla, si reinventa sui social network. La Rice bucket challange, letteralmente la sfida del secchio di riso, nasce da un’idea della giornalista indiana Manju Latha Kalanidhi che in collaborazione con il magazine Indipendent, decide di sensibilizzare le persone su uno dei problemi più grandi presenti sul territorio indiano: la fame. Così, anziché farsi lanciare una secchiata d’acqua ghiacciata in testa, i nominati sono invitati a donare un secchio colmo di riso alla persona vicino a loro che ne ha più bisogno. Partecipare è semplice, basta seguire i quattro steps elencati sul sito: #1 Riempi un secchio di riso #2 Cerca una persona che ne ha bisogno e donaglielo #3 Scatta una foto e condividila su Facebook con l’ashtag #RiceBucketChallange #4 Tagga tutti i tuoi amici e invitali a partecipare all’iniziativa Secondo la World Bank sono 312 milioni le persone che in India vivono al di sotto della soglia di povertà e i dati presentati da the Global Hunger Index , uno strumento statistico per l'acquisizione di dati su fame e malnutrizione nei diversi Paesi indica che il numero di persone che soffrono la fame in questo paese ha da tempo raggiunto un livello allarmante. Decisamente meno glamour di una secchiata d’acqua fredda certo, ma con un valore aggiunto. Donare un secchio di riso ti permette di guardare negli occhi la persona che ne ha realmente bisogno, di entrare in contatto con la sua vita e i suoi bisogni. Ben venga quindi questa importante iniziativa. A cura di Letizia Morino l.morino@slowfood.it

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August 28, 2014 at 11:56AM

Slow Food Condotta del Tortonese

La versione indiana dell' #IceBucketChallenge, è partito l'#RiceBucketChallenge, La versione indiana dell' #IceBucketChallenge, è partito l'#RiceBucketChallenge,Rice Bucket Challange: il web si riempie di riso | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it “Indian version for Indian needs”. Così è descritta l’iniziativa sulla pagina Facebook che a 24 ore dalla nascita contava già duemila fan. Perché certo non è il caso di farsi una doccia fredda in un Paese dove fame e povertà sono davanti agli occhi di tutti. Così ecco che la Ice Bucket Challange, l’… http://ift.tt/1zJqN2F

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August 28, 2014 at 11:33AM

Slow Food Condotta del Tortonese

C’è una malattia che spaventa i vignaioli più dell’ebola, ed è la flavescenza do... C’è una malattia che spaventa i vignaioli più dell’ebola, ed è la flavescenza dorata. Chiunque si prendesse la briga di fare un giro per le vigne dell’astigiano potrebbe accorgersi del disastro in atto. Nelle zone dove l’infezione è più virulenta i vignaioli ci hanno detto che nel giro di 4 anni rischiano di dover ripiantare da zero un vigneto. È stata creata una pagina FB per denunciare gli impianti abbandonati e non trattati, da considerarsi dei focolai della malattia.Flavescenza dorata: fotografa e denuncia l'untore - Slowine www.slowfood.it C’è una malattia che spaventa i vignaioli più dell’ebola, ed è la flavescenza dorata. Chiunque si prendesse la briga di … Continua http://ift.tt/1qC0r1k

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August 28, 2014 at 10:28AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Il Fiano è grande amico del tempo e viceversa. Non lo teme, piuttosto lo assecon... Il Fiano è grande amico del tempo e viceversa. Non lo teme, piuttosto lo asseconda con fierezza e fiducia. Questo 2012 è quindi un bimbo appena nato che ha tantissima strada davanti a se da percorrere ... Gluck - La bottiglia della sera, di Marina AlaimoFiano di Avellino 2012, Masseria Murata - Slowine www.slowfood.it GLUCK – La bottiglia della sera dove: a casa con: pollo con patate profumato al rosmarino Dico sempre che … Continua http://ift.tt/1wGDIpK

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August 28, 2014 at 10:07AM

mercoledì 27 agosto 2014

Slow Food Condotta del Tortonese

Chi viene al Salone del Gusto e Terra Madre? Chi viene al Salone del Gusto e Terra Madre?In viaggio con lo chef - Salone del Gusto e Terra Madre 2014 http://ift.tt/1pqLtub Una panoramica delle cucine e degli chef del mondo tra Appuntamenti a Tavola, Laboratori del Gusto e Scuola di Cucina http://ift.tt/1tJSGGS

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August 27, 2014 at 04:10PM

Slow Food Condotta del Tortonese

----------------------------------------- È finito il tempo dei Gas (Gruppi d’acquisto solidali). Tranquilli non sono tramontati, ma si stanno acquisendo nuova forma. Consumatori, produttori, associazioni, cooperative, consorzi , enti locali e scuole si stanno unendo nei nuovi modelli di economia alternativa: i Des, ovvero Distretto di economia solidare. « È la logica del rischio condiviso: si è tutti sulla stessa barca, interessi composti si uniscono per concorrere al vivere bene, superando la crisi economica de di valori» spiega al Sole 24 Ore Sergio Venezia – cofondatore di uno dei primi gas d’Italia e del Desbri, Des della Brianza, che raccoglie attorno a sé 12 soci economici (cooperative e consorsi con un fatturato aggregato ch supera i 120 milioni di euro l’anno), 13 associazioni e 33 persone fisiche. Si tratta di un progetto sperimentale che racchiude e ben dimostra quel che può dare oggi l’economia solidale alla società: «Su un’area di 16 ettari messa a disposizione da un privato, con il Comune di Agrate Brianza, si cercherà di dare vita a una realtà che prevede una sorta di comunità agricola sul modello della Csa (Community Supported Agricolture): un certo numero di contadini lavorerà con metodi naturali la terra (i primi prodotti saranno fragloe e ortaggi) supportato da acquirenti della zona che attraverso un patto civico, anticipano ai produttori i soldi necessari alla lavorazione e prenotano i prodotti della terra che riceveranno», racconta Venezia. Sono molte le attività portate avanti dal sistema brianzolo: tra gli altri Spiga & Madia un percorso che supporta tutta la filiera dei pane con i (i membri del gas versano una quota annuale in anticipo per far si che si avvii la produzione) e Fotogas che promuove l’impianto di pannelli fotovoltaici con il sostegno dei soci. Intanto in pentola bolle una collaborazione con la ristorazione scolastica per aggiungere al menù delle mense i frutti del lavoro dei contadini locali. In Italia sono 32 i Des, che si riuniscono annualmente insieme ai rappresentanti delle Reti di economia solidale nazionali (Res), segno che questo tipo di economia cresce. E chissà che non vada a intaccare il modello imperante. Racconta con entusiasmo Venezia: «Attraverso i Res, cerchiamo di realizzare progetti collettivi di economia solidale: ne abbiamo avviato uno con Trenta Spa, fornitore di energia elettrica pulita a un prezzo sostenibile: sono già mille le famiglie che ne hanno beneficiato. Conviene a noi e all’ambiente». Se non bastasse una quota del pagamento va a supportare un fondo da destinare a soggetti deboli… Che dirvi, provate a contattare il Des più vicino a casa vostra, a fondo pagina l’elenco! AEres (Venezia) [1] Alto Piemonte Altro Tirreno (Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara) Arezzo Bio Rekk (Padova) Brianza [5] Cittadinanza Sostenibile (Bergamo) DES ACAMES (Messina) DES basso Garda(BS - MN) [ DES LIvorno DESTA (Taranto) [7] DEStati Imperia [8] DESTO (Torino) [9] Filiera Corta Solidale (Cremona) [10] Firenze [11] Groane (Nord Milano) L'isola che c'è (Como) [13] Macerata [14] Modena [15] Napoli Naturalmente Verona [16] Parco Agricolo Sud Milano [17] Parma Quarei (Verona) [19] Reggio Emilia [20] RES Pesaro e Urbino [21] Rete GAS Bergamo [22] Rete dei GAS vicentini [23] Trentino Arcobaleno [24] Val Brembana (Bergamo) [25] Varese [26] Bologna [27]

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August 27, 2014 at 12:37PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Crescono in Italia i Distretti di economia solidare, cambieremo il modo di scegl... Crescono in Italia i Distretti di economia solidare, cambieremo il modo di scegliere il nostro cibo? http://goo.gl/dv1RaA http://ift.tt/1sAs0GV

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August 27, 2014 at 12:27PM

Slow Food Condotta del Tortonese

La provincia di Vicenza, e un po’ tutto il Veneto, hanno subito più volte negli... La provincia di Vicenza, e un po’ tutto il Veneto, hanno subito più volte negli ultimi mesi delle violente grandinate. Ci piacerebbe vedere, tra un po’ di tempo, le denunce di produzione delle uve relative a quei vigneti. Il sospetto che abbiamo è che le rese saranno comunque alte … “a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca” ...Miracoli di stagione: risorgeranno le uve grandinate? - Slowine www.slowfood.it Qualche giorno fa mi è capitato di leggere una notizia riportata da Il Giornale di Vicenza (leggi qui) che riporto … Continua http://ift.tt/1mQJk7o

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August 27, 2014 at 10:38AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Buongiorno! Avete mai sentito parlare di Wwoofing? E del Trans-Umanza Tour? http... Buongiorno! Avete mai sentito parlare di Wwoofing? E del Trans-Umanza Tour? http://goo.gl/HZSEpM http://ift.tt/1nByhij

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August 27, 2014 at 10:37AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Una cena tra amici improvvisata e il frigo è praticamente deserto. Arriva in aiu... Una cena tra amici improvvisata e il frigo è praticamente deserto. Arriva in aiuto il freezer che conserva gelosamente, proprio per le occasioni di emergenza, un sacchetto di verdure miste e bocconcini di pollo; basta aggiungere cous cous, spezie e la serata è salva. Ad affiancarlo decido senza indugio per un vino, che già mettendo in tavola la bottiglia porta il buonumore: “La Vigna del Peste” ... Gluck - La bottiglia della sera, di Alessia BeniniValpolicella Superiore Vigna del Peste 2011, Terre di Pietra - Slowine www.slowfood.it GLUCK – La bottiglia della sera dove: a casa con: cous cous piccante di pollo e verdure Una cena tra … Continua http://ift.tt/1vPpCOK

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August 27, 2014 at 09:34AM

martedì 26 agosto 2014

Slow Food Condotta del Tortonese

Bravo Fabio Marchionni, ormai un mito con il suo Collestefano, perdipiù biologic... Bravo Fabio Marchionni, ormai un mito con il suo Collestefano, perdipiù biologico da sempre, un grande bianco italiano che sa migliorare con l’invecchiamento e ad un prezzo che speriamo rimanga ancora a lungo così appetibile...Verdicchio di Matelica 2012, Collestefano - Slowine www.slowfood.it GLUCK – La bottiglia della sera dove: a casa con: pasta con le sarde in versione rossa Ad un anno … Continua http://ift.tt/1vKV9Bu

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August 26, 2014 at 04:21PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Volete sapere come si fa a distruggere una Docg? È facile, basta vedere cosa ha... Volete sapere come si fa a distruggere una Docg? È facile, basta vedere cosa ha combinato il Consorzio di tutela del Brachetto negli ultimi anni...Volete sapere come si fa a distruggere una Docg? - Slowine www.slowfood.it Volete sapere come si fa a distruggere una Docg? È facile, basta vedere cosa ha combinato il Consorzio di tutela … Continua http://ift.tt/1qo6re5

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August 26, 2014 at 02:45PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Cibo alla moda: la top ten dei nuovi trend del gusto ----------------------------------------- Proviamo a guardarci attorno quando facciamo la spesa. Tra gli antichi scaffali notiamo la comparsa di nuovi espositori che rispondono alle recenti esigenze del consumatore che vuole sentirsi alla moda. Ma quali sono i nuovi trend del gusto? Se fino a ieri ci suggerivano di mangiare goji mattina pomeriggio e sera oggi la piccola bacca miracolosa sembra essere sparita dalla lista della spesa. La stessa fine è toccata al glutine. Il frumento è ufficialmente out, diamo il benvenuto a quinoa e amaranto, ottimi per impanature hipster e insalate fresche da condire rigorosamente con scaglie di lievito o gomasio, un prodotto utilizzato nella cucina asiatica e composto da sale marino e semi di sesamo tostati e tritati, a volte arricchito con alghe. Torna in grande spolvero pesce povero, come il salmerino alpino, la guglia e la sarda. Ma vi diremo di più, Il pesce povero diventa chic , edito da Club Magnar Ben è vincitore del premio internazionale Gourmand World Cookbook Award 2014 come miglior libro di Mediterranean Cuisine per Italia. E questo non può che farci piacere… E mentre si spengono le luci della ribalta sul sushi di salmone (per saperne di più) il pollo ruspante diventa trendy, ottimo per chi segue uno stile di vita flexitariano, che prevede un uso massiccio di frutta e verdure e solo sporadicamente di pesce e carne, rigorosamente proveniente da allevamenti estensivi, attenti al benessere animale, il più possibile in armonia con l’ambiente e rispettosa di chi produce. Il lievito madre non perde la sua posizione nella top ten degli alimenti alla moda così come tutta la verdura di colore verde scuro, vero must 2014. In pole position bietole, broccoli e cavolo nero (non ci stanca più). Cavoli amari invece per gli amanti del panino al prosciutto, ormai annoverato nel vintage della buona cucina, il poveretto si è fatto soffiare il posto dalla caniuga peruviana, dal tapinambur e dal freekeh (ne abbiamo fatto un Presidio Slow Food in Libano), un caratteristico grano verde ottenuto raccogliendo il frumento prima della sua completa maturazione e che possiede un contenuto di fibre addirittura quattro volte più alto del riso, ricco di calcio, potassio, ferro e zinco. Una festa per i palati di vegetariani e vegani ma anche per tutti gli audaci che hanno voglia di scoprire nuovi alimenti e sapori. Ma cosa beve chi vuole essere alla moda? Qualsiasi bevanda che possieda un retrogusto di tamarindo o di zenzero potrebbe farvi camminare sulla walk of fame del gusto. Se invece vi piacciono ancora i vini carichi di legno (ossia affinati in barrique nuove) vi conviene aggiornarvi, oggi il mantra sono quelli naturali e di territorio. Un ultimo dato interessante raccolto dall’ Institute of Food technology di Chicago, società scientifica no profit rivela che è sempre di più la gente che consuma i propri pasti da solo. Un trend che ci rallegra poco e che speriamo sia vinto dalla riconquista della convivialità e del pasto inteso come festa. Quali conclusione trarre? Non possiamo negare di esser contenti di dare un caloroso benvenuto a colture tradizionali, che sostengono le economie territoriali, al consumo di pesce povero che speriamo possa contribuire a ripopolare i bistrattati stock ittici. Ma insomma prendiamo le distanze gastro-fighettismo fine a se stesso o dal cibo status symbol. Vale e, anzi, bisogna essere curiosi, ma spingiamo la nostra curiosità oltre la moda del momento e magari approfondiamo un po’ di più. Non sembreremo degli emeriti cretini se diciamo che condiamo le nostre verdurine rigorosamente con gomasio e alghe marine dell’Atlantico. Letizia Morino l.morino@slowfood.it In foto: Annibale Carracci, Il Mangiafagioli, photo cretits: wikimedia commons

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August 26, 2014 at 01:20PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Mai sentito parlare di freekeh? Anche voi avete bandito il frumento? Abbiamo cer... Mai sentito parlare di freekeh? Anche voi avete bandito il frumento? Abbiamo cercato le nuove tendenze in fatto di gusto. Ne condividete qualcuna? http://goo.gl/9bvnIwCibo alla moda: la top ten dei nuovi trend del gusto | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Proviamo a guardarci attorno quando facciamo la spesa. Tra gli antichi scaffali notiamo la comparsa di nuovi espositori che rispondono alle recenti esigenze del consumatore che vuole sentirsi alla moda. Ma quali sono i nuovi trend del gusto? Se fino a ieri ci suggerivano di mangiare goji mattina pom… http://ift.tt/1qJ5LMF

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August 26, 2014 at 12:39PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Brachetto allo sbando. Proposta produzione agli agricoltori di 30 quintali a ett... Brachetto allo sbando. Proposta produzione agli agricoltori di 30 quintali a ettaro, pagati 3.000 euro. Il resto dell'esubero in mosto parzialmente fermentato... Tutto a favore dell'industria e della grande distribuzione, alla qualità e al futuro delle colline chi ci pensa?Volete sapere come si fa a distruggere una Docg? - Slowine www.slowfood.it Volete sapere come si fa a distruggere una Docg? È facile, basta vedere cosa ha combinato il Consorzio di tutela … Continua http://ift.tt/1zx6kOx

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August 26, 2014 at 11:36AM

lunedì 25 agosto 2014

Slow Food Condotta del Tortonese

Tutti danno la colpa dell’#omologazione al lievito selezionato. E se fosse colpa... Tutti danno la colpa dell’#omologazione al lievito selezionato. E se fosse colpa dell’enologo? Voi che ne dite?Omologa di più il lievito selezionato o il consulente enologo? - Slowine www.slowfood.it Ho seguito l’avvincente scambio suscitato dal post di Giancarlo Gariglio della scorsa settimana sul presunto effetto omologante dei lieviti in … Continua http://ift.tt/1pxUHpq

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August 25, 2014 at 04:56PM

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August 25, 2014 at 04:28PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Buone notizie dal fronte italiano :) http://goo.gl/95Knrt Buone notizie dal fronte italiano :) http://goo.gl/95KnrtOrti urbani: triplicati in 2 anni | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Dal 2011 al 2013, in Italia, la superficie degli orti urbani è triplicata.. Erano 1,1 milioni di metri quadri del 2011, ora superano i 3 milioni di mq. In due anni la superficie di orti urbani è triplicata! A darci la buona notizia è Coldiretti che basa la sua inchiesta su dati Istat: nel 2013 sono… http://ift.tt/1vFa0gO

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August 25, 2014 at 03:53PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Dalla bevibilità sorprendente, questa etichetta racconta il percorso della famig... Dalla bevibilità sorprendente, questa etichetta racconta il percorso della famiglia Schmelzer – una delle più dinamiche portavoci della vitivinicoltura panzanese – a favore di un’idea di Chianti Classico autentico e di buon approccio.Chianti Classico Retromarcia 2011, Monte Bernardi - Slowine www.slowfood.it GLUCK – La bottiglia della sera dove: Osteria Mangiando Mangiando, Greve in Chianti (Fi) con: fiorentina di chianina Un … Continua http://ift.tt/1zs2uGi

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August 25, 2014 at 03:07PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Orti urbani: triplicati in 2 anni ----------------------------------------- Dal 2011 al 2013, in Italia, la superficie degli orti urbani è triplicata.. Erano 1,1 milioni di metri quadri del 2011, ora superano i 3 milioni di mq. In due anni la superficie di orti urbani è triplicata! A darci la buona notizia è Coldiretti che basa la sua inchiesta su dati Istat: nel 2013 sono ben 3,3 milioni i mq di terreno di proprietà comunale divisi in piccoli appezzamenti e utilizzati per la coltivazione a uso domestico. «Se a livello nazionale - precisa la Coldiretti - praticamente la metà delle amministrazioni comunali capoluoghi di provincia nel 2013 hanno messo a disposizione orti urbani per la cittadinanza, esiste una forte polarizzazione regionale con la percentuale che sale all'81 per cento nelle città del Nord (oltre che a Torino, superfici consistenti sono dedicate anche a Bologna e Parma, entrambe intorno ai 155mila metri quadrati), meno di due città capoluogo su tre al Centro Italia hanno orti urbani, mentre nel Mezzogiorno sono presenti solo a Napoli, Andria, Barletta, Palermo e Nuoro, secondo l'Istat». Gli orti urbani sono forniti in comodato d’uso gratuito con destinazione al consumo familiare e non a scopo di lucro. Inoltre gli hanno importanti funzioni sociali: al valore didattico e in alcuni casi terapeutico, infatti, si sommano i benefici per il territorio, con lo sfruttamento di aree interstiziali che sarebbero destinate al degrado e all’abbandono. Come ad esempio succede a Torino nel «parcheggio Filiberto» nell’omonima piazza dove, ci racconta la Stampa: «la lattuga ha sfrattato le siringhe e i peperoncini piccanti tengono a bada i vagabondi». O come, avviene – perdonate il secondo esempio piemontese… – a San Mauro Torinese dove i bambini, che a scuola coltivano l’Orto in Condotta sotto la guida della maestra Maria Grazia Vincoletto, hanno impiantato un piccolo orticello di aromatiche in centro città. L’unica opera che i vandali non hanno distrutto… Trovate qui tutta la storia. Un dato che non ci può che fare piacere e che conferma una scommessa fatta anni fa da Slow Food con due progetti a cui teniamo particolarmente: l’Orto in Condotta e i 10 000 Orti che vogliamo realizzare in Africa dove, all’aspetto didattico fondamentale per conoscere il territorio, i suoi prodotti, la cultura gastronomica in contesti in cui si è disimparato a mangiare, aiuta a garantire alle comunità cibo fresco e sano, ma anche formare una rete di leader consapevoli del valore della propria terra e della propria cultura; protagonisti del cambiamento e del futuro di questo continente. A cura di Michela Marchi m.marchi@slowfood.it

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August 25, 2014 at 02:12PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Colture Gm. Perché non ci piacciono ce lo spiega in questo bell'articolo Manuela... Colture Gm. Perché non ci piacciono ce lo spiega in questo bell'articolo Manuela Giovannetti. Ne parleremo in maniera ancora più approfondita al #SaloneDelGusto e #TerraMadre 2014. Vi aspettiamo Torino dal 23 al 27 OttobreColture GM: perché è meglio di no - Salone del Gusto e Terra Madre 2014 http://ift.tt/1pqLtub Colture GM: le riserve da parte degli scienziati non sono poche. Perché no secondo Manuela Giovannetti http://ift.tt/1sojP06

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August 25, 2014 at 12:11PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | L'econnivoro - Manuale di resistenza alimentare ----------------------------------------- Non è facile cambiare le proprie abitudini alimentari: tradizione, cultura, gusto, qualche volta anche la pigrizia interviene a condizionare le nostre scelte. Inoltre, sappiamo che possa essere fastidioso sentirsi dire che cosa si dovrebbe mangiare e cosa no. Crediamo però che invitare alla riflessione, informare e porre qualche domanda su che cosa ci sia dietro il cibo che mangiamo sia più che lecito. Come noi la pensa Massimo Andreuccioli che con L’Econnivoro - Manuale di resistenza alimentare (Ultra, Roma 2014) ci propone un nuovo tipo di Homo Cibans, la cui dieta non prevede restrizioni o rinunce, ma riflessione e attenzione e un pizzico di sensibilità in più. «Un nuovo soggetto alimentare che possa inserirsi a pieno titolo tra i vegetariani, vegani, crudisti, e fruttariani. Mi piace che il nuovo tipo di onnivoro sia attento, consapevole, intelligente, etico ed ecologico, che sia insomma un econnivoro, distinto dal vecchio onnivoro, distratto, inconsapevole, sciocco». L’autore arriva subito al dunque: sono 170.000.000.000 gli animali uccisi ogni anno per scopi alimentari, 14 miliardi al mese. Vi risparmio i conti al minuto. Il suo scopo però non è propinarci una dieta vegana a tutti i costi, ma proporre scelte ragionate, buone per noi e buone per l’ambiente. Niente di più slow: «Sul pacchetto di braciole di maiale leggo con qualche brivido: Industria Carni… Industria? Sembra ovvio, oggi gli allevamenti dove crescono questi animali sono intensivi, quindi industriali. Siamo arrivati a questo punto senza rendercene conto? Il cibo che ingeriamo, che finisce nel nostro stomaco, nel nostro sangue, passa attraverso una catena di montaggio e “smontaggio” di una fabbrica? […] Poi mi viene in mente la signora Boschi, allevatrice di bovini maremmani, che si lamenta perché non riesce a vendere la sua carne, sebbene applichi lo stesso prezzo del supermercato e la carne provenga da bestie allevate a pascolo, nutrite naturalmente e abbia un sapore ben diverso». Ci sono alcuni passaggi difficili da digerire, la descrizione degli ambienti e metodi di allevamento intensivi non sono mai piacevoli. Ma credo l’autore lo ritenga necessario per appunto destare qualche coscienza assopita. I polli si sono trasformati in broiler, questo il nome tecnico del pollame da allevamento intensivo. E invece di vivere all’aria aperta, se ne stanno richiusi in uno spazio angusto, costretti all’immobilità, sotto luci artificiali e schiacciati insieme a migliaia di altri polli, e tra l’altro: «Nessuno fa notare che ammassare migliaia di animali in spazi ristretti e somministrare antibiotici in quantità massicce sono ottimi metodi per potenziare un virus e aumentarne la patogenicità […] Avevamo un ecosistema meraviglioso a nostra disposizione, leggi naturali che ci guidavano verso una vita di benessere e armonia e l’abbiamo sostituito con un egosistema». Il racconto è dettagliato, ma mai tedioso: pollame, suini, bovini inseriti in un processo fordiano, in cui Andreuccioli ci spiega i retroscena di questi sistemi industriali, i danni all’ambiente, la perdita di biodiversità, le crisi sociali: «Le tonnellate di cereali e legumi prodotte per nutrire gli animali degli allevamenti intensivi sarebbero sufficienti a sfamare quasi completamente le popolazioni indigenti che oggi stentano a sopravvivere». La riflessione non si limita agli allevamenti ma comprende tutta la produzione di cibo industriale: con chiarezza Andreuccioli affronta i limiti, i danni della produzione industriale di cibo e le conseguenze di «un gesto inconsapevole, come quello di scegliere un cibo industriale e intercontintale». Il valore aggiunto di questo saggio, che ha dalla sua un linguaggio chiaro, conciso e gradevole, è la ricca sezione dedicata a chi per la prima volta si affaccia al mondo degli acquisti consapevoli. La seconda parte del libro è infatti un’utile guida per compiere scelte ragionate, in armonia con ambiente, animali e produttori. E non si ferma a una proposta teorica, ma le indicazioni sono pratiche, concrete. Quanta e quale carne mangiare, che pesce chiedere, quali verdure. Utilissimo il paragrafo che spiega perché un eco onnivoro risparmia con tanto di confronto tra prodotti industriali e artigianali e spesa totale. E se non sapete da dove iniziare, niente paura. Andreuccioli ci fornisce indirizzi, metodi, gruppi d’acquisto, associazioni che possono venirci in aiuto. Vi segnalo ancora una riflessione che non possiamo che condividere appieno: «Quando andiamo a scegliere un nuovo televisore, o un computer, o un telefono cellulare, o un’auto, o un profumo, un vestito, siamo molto attenti alla qualità. Certo valutiamo anche il prezzo, e alla fine, la maggior parte dei comuni mortali con budget terrestri, si orienta su prodotti che abbiano il miglior rapporto qualità-prezzo. Perché, invece, quando si tratta di cibo scegliamo sempre quello che costa meno? Perché cerchiamo solo il risparmio?». Meditiamo, gente, meditiamo. A cura di Michela Marchi m.marchi@slowfood.it

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August 25, 2014 at 12:05PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Il problema reale dell’omologazione nel vino non è piccolo come un microrganismo... Il problema reale dell’omologazione nel vino non è piccolo come un microrganismo ma è grosso come un essere umano con laurea in enologia. Omologazione nei cloni, nei sesti d’impianto, nei vitigni, nelle potature, nei diradamenti, nelle vasche, nei tini, nei giorni di macerazione, nei lieviti, nei contenitori per affinamento (stesso marchi di barrique, tonneau, botti), ecc…Omologa di più il lievito selezionato o il consulente enologo? - Slowine www.slowfood.it Ho seguito l’avvincente scambio suscitato dal post di Giancarlo Gariglio della scorsa settimana sul presunto effetto omologante dei lieviti in … Continua http://ift.tt/1l7CHC8

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August 25, 2014 at 09:50AM

venerdì 22 agosto 2014

Slow Food Condotta del Tortonese

[CENTRO] "Qualche decennio fa la spesa si faceva in centro. Il pane, la carne, l... [CENTRO] "Qualche decennio fa la spesa si faceva in centro. Il pane, la carne, la frutta e la verdura, i formaggi, i dolci... Oggi possiamo tornare in centro a fare la spesa grazie ai mercati contadini: che sono pochi, ma quei pochi hanno un grande successo". Cinzia Scaffidi - Mangia come parliMangia come parli - Slow Food Store store.slowfood.it Mangia come parli 9788884993410 http://ift.tt/1q4Rcpk

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August 22, 2014 at 05:18PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | #Sloweekend al mare! ----------------------------------------- L'estate sta... iniziando! Ecco tutti gli appuntamenti escogitati dalle nostre Condotte. Questo fine settimana vi portiamo al mare!PugliaPolignano (Ba) 22 - 23 - 24 agostoSlow Food Bari organizza Mareviglioso – Sapori e tradizioni di Puglia: un tesoro da tutelare e promuovere. Sapori, musica e informazione: cooking show, concerti e dibattiti. Vi segnaliamo domenica 24 la presentazione di Mangia come Parli con la presenza dell’autrice, Cinzia Scaffidi, vice presidente e direttore del Centro studi di Slow Food Italia. Appuntamento in piazza San Benedetto alle 20. Tutto il resto del programma lo potete trovare quiOstuniUltimi giorni per Ostuni da gustare, terzo Mercatino delle Eccellenze Alimentari. Fino al 23 Agosto potete intraprendere un viaggio all’insegna elle eccellenze alimentari. Il Mercatino si snoda nel centro storico, lungo le mura del Borgo antico, presso Viale Oronzo Quaranta. La Condotta Slow Food Piana degli Ulivi vi presenta il territorio attraverso il legame con l’agricoltura, i suoi prodotti e le tradizioni locali. Da quest’anno, l’evento, oltre a valorizzare le produzioni locali, con la partecipazione dei Presìdi Slow Food e delle Comunità del cibo pugliesi e dei produttori locali, rappresenta l’occasione per scoprire i prodotti di altre regioni italiane, attraverso un gemellaggio eno-gastronomico; ospiti di questa edizione i produttori e i Presìdi Slow Food della Regione Abruzzo. Qui il programma completoL’evento è organizzato dalla Condotta Slow Food “Piana degli Ulivi” e dall’Associazione “Borgo Ostuni”, con il Contributo della Regione Puglia – Area Politiche per lo Sviluppo Rurale, del Comune di Ostuni e del “Parco Naturale Regionale Dune Costiere”Toscana Slow Folk - http://ift.tt/W3bWDPLucca – Sabato 23 agostoDomani sera, in piazza San Francesco, la Condotta Slow Food Lucca Compitese Orti Lucchesi vi propone una bella serata di festa in occasione della notte bianca. Si inizia alle 19.30 con Aperitivo e chiacchiere nel giardino di “Les Tricot” con chiodino, buschette, polpette e ova sode. Poi, alle 20 o giù di lì, tutti in piazza che è ora di cena. La pizzeria Mara&Meo prepara l’antipasto di fagioli cannellini lucchesi con cipolle dell’orto, carne del bigongio del norcino Bullentini e pomodoro canestrino lucchesi della cooperativa l’Unitaria. Il ristorante Pecora nera prepara la minestra di farro con il fagiolo rosso di Lucca (Presidio Slow Food). Il ristorante Antica e premiata Tintoria Verciani - Mecenate a Lucca prepara la francesina lucchese con le patate con le carni dell’Azienda Agricola il Castello di Colle di Compito. Il comitato san Francesco prepara il buccellato. Il pane è del forno Marchi. Il vino è dell’Azienda Agricola Valle del Sole della Cappella. Dopo cena, in contemporanea con altre città toscane, fa tappa Slow Folk con un concerto del gruppo Terra in Terra che proporrà musiche da ballo tradizionali dal repertorio toscano e italiano. Si canta e si balla in piazza fino a notte. Il prezzo di € 25 a persona bambini sotto 12 anni € 15 L’incasso sarà devoluto ai progetti di Slow Food-Terra Madre Prenotazioni: Les Tricot piazza San Francesco, 21 0583 492209Scandicci - Sabato 30 e domenica 31 agostoTappa a Scandicci per Slow Folk al Parco dell’Acciaiolo. Sabato 30 e domenica 31 agosto dalle 19 alle 24 si terrà una grande festa popolare dedicata allo scambio culturale tra la Toscana e la Romania. Sabato in programma il concerto del menestrello Alessandro Giobbi e i Rom Draculas dalla Romania, domenica concerto dell’orchestra balcanica Barodrom Orkestar. Info e prenotazioni slowfoodtoscana@gmail.com Ingresso libero. E qui il programma dettagliato Marina Slow, Marina di Pisa 27 – 31 agosto Da mercoledì 27 agosto a domenica 31 a Marina di Pisa (Pisa) in via della Sirenetta (tra il Fortino e il Porto) c’è Marina Slow, quattro giorni di festa per assaporare il pesce, l’olio e il vino delle colline pisane. L’intento della manifestazione è favorire l’incontro diretto con i pescatori, con i produttori di cibo, i ristoratori, e tutta la filiera dell’artigianato dell’ospitalità. Qui il programma completoL’evento è organizzato da Circolo il Fortino; Condotta Slow Food. Partner: Gruppo di San Rossore; CNA Toscana Sapori; Confesercenti; Collaboratori: Navicelli Spa, Boccadarno Spa, Parco, Provincia di Pisa, Comune di Pisa, BCC di Cascina.A cura di Michela Marchi m.marchi@slowfood.it

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August 22, 2014 at 03:20PM

Slow Food Condotta del Tortonese

L'estate sta iniziando! #sloweekend al mare http://goo.gl/aF4SUK L'estate sta iniziando! #sloweekend al mare http://goo.gl/aF4SUK http://ift.tt/1wgZlNd

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August 22, 2014 at 03:10PM

Slow Food Condotta del Tortonese

«Queste frodi si potrebbero prevenire stroncando sul nascere fenomeni come i win... «Queste frodi si potrebbero prevenire stroncando sul nascere fenomeni come i wine kit e invece la messa al bando dell’UE è arrivata solo dopo che questi preparati, che nulla hanno a che fare col vino, avevano trovato ampia diffusione commerciale, soprattutto sul web», commenta Gaetano Pascale, presidente di Slow Food ItaliaVino contraffatto. Slow Food: «Grazie agli organismi di vigilanza, ma servono rapporti diretti... www.slowfood.it Slow Food Italia esprime la sua soddisfazione per l’indagine condotta dai Carabinieri del Nac che, sotto il coordinamento del sostituto … Continua http://ift.tt/1zbEkzC

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August 22, 2014 at 02:55PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Usa: la risposta di Slow Food al mito della mela Ogm ----------------------------------------- Gli Stati Uniti e il Canada si preparano ad approvare la Granny Smith e la Golden Delicious nella loro versione geneticamente modificata, nonostante le proteste dei coltivatori e attivisti anti-Ogm. E casualmente qualche tempo fa, Popular Science ha pubblicato l’ultima mitica storia al sapore di Ogm riferendosi alle nuove e fiammanti Granny Smith. Vorremmo anche noi proporre il nostro punto di vista... Primo, le mele in questione (modificate in modo tale da non diventare marroni quando vengono affettate) non hanno nulla a che fare con i “miti” discussi nell’articolo. Queste mele non sono state modificate per "nutrire il mondo", per combattere le malattie delle piante o le infestazioni parassitarie e neanche per ottenere migliori principi nutritivi come pretendono di convincerci gli avvocati della difesa. Ma piuttosto per migliorare un processo naturale del cibo che non piace al consumatore. Quale albero della conoscenza insomma, il frutto di Adamo ed Eva oggi andrebbe ad alimentare solamente il seme dell’ignoranza. In secondo luogo, questi articoli ritraggono gli oppositori degli Ogm destinati all’alimentazione come fanatici dell’anti-tecnologico. Insomma pare che gli Ogm siano troppo complessi perché gli ordinari Adamo ed Eva possano capire, ma invece di sollecitare cautela, ci consigliano un più accattivante e contemporaneo “Just eat it!”. Infondo quanti sottolineano l’importanza delle etichette, della trasparenza e del diritto di scelta non sono altro che commercianti impauriti privi di quella sana attitudine al domani. Infine, in questi articoli non viene trasmessa alcuna forma di nuova conoscenza. Piuttosto gli autori si impegnano nella rivendicazione di una nuova umanità scientifica finalmente pronta ad accogliere gli Ogm con argomentazioni false sotto ogni punto di vista. Nonostante la macchina della manipolazione transgenica venga costantemente oliata, negli Stati Uniti le campagne di etichettatura stanno guadagnando campo. Una campagna di trasparenza si è appena qualificata per il ballottaggio nello stato dell’Oregon. A maggio di quest’anno, il governatore del Vermount ha firmato una legge sull’etichettatura - la prima del Paese. Mentre in Connecticut e Maine non entreranno in vigore fino a quando più stati approveranno leggi simili. New York, Hawaii e California hanno strenuamente perso battaglie legislative, costringendo l'industria a spendere milioni per difendere il loro mito da miliardi di dollari. Ma gli attivisti giurano di tornare nel 2015 con 25 stati pronti a prendere in esame nuove leggi sull’etichettatura. La domanda per gli alimenti Ogm-free è, senza dubbio in crescita. In risposta alle pressioni dei consumatori, numerosi rivenditori stanno richiedendo l'etichettatura Ogm-free. Come sapete noi di Slow Food siamo impegnati da anni perché la trasparenza diventi una priorità politica. Ed ecco i nostri 5 punti # 1 Gli Ogm non sono la risposta alla fame e alla povertà. Questi problemi richiedono riforme politiche ed economiche. Gli Ogm non possono risolvere le ingiustizie e la cattiva redistribuzione delle risorse e dei rifiuti prodotti dall’industria alimentare. # 2 Il monopolio delle sementi brevettate da parte delle Corporazioni e l’obbligo di utilizzare diserbanti strappa agli agricoltori il diritto di scegliere cosa coltivare. Per salvare le sementi è necessario che il contadino possa scegliere cosa coltivare e cosa mangiare. # 3 Non esiste un modo per proteggere gli agricoltori che rifiutano l’Ogm e le colture biologiche dalla contaminazione. # 4 Le coltivazioni Gm hanno portato a un maggiore uso di erbicidi con conseguenti effetti negativi sulla salute dei contadini, delle loro famiglie e delle loro comunità. # 5 Non sappiamo ancora abbastanza di impatti a lungo termine sulla salute umana, animale e del suolo. Numerosi studi peer-reviewed (sistema per verificare l'idoneità alla pubblicazione scientifica) sollevano serie preoccupazioni in tutte e tre le aree. Infine, le campagne multimilionarie per sconfiggere l’idea di un’etichettatura trasparente dovrebbero come minimo farci nutrire diffidenza. È evidente che gli interessi dietro questa gigantesca macchina della tossicità sono enormi. Non importa ciò che verrà concluso a proposito dei costi economici, ambientali, sociali o sulla salute umana in seguito all’uso di prodotti Gm. Non vi è alcuna base per negare il diritto di conoscere cosa stiamo mangiando. Charity Kenyon, Governatore Slow Food Usa & Consigliere Internazionale Traduzione di Letizia Morino A questo link trovate l'articolo di Popular Science http://ift.tt/1pZWfZ4;

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August 22, 2014 at 01:13PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Benvenuti Presìdi! Scoprite le nuove delizie che vi portiamo a Torino! Benvenuti Presìdi! Scoprite le nuove delizie che vi portiamo a Torino!Nuovi Presìdi internazionali - Salone del Gusto e Terra Madre http://ift.tt/1pqLtub Nuovi arrivati nella grande famiglia dei Presìdi, il progetto della Fondazione Slow Food tutela e promuove prodotti a rischio di estinzione http://ift.tt/1qw9eOJ

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August 22, 2014 at 12:18PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Grazie alla segnalazione di un nostro collaboratore ci siamo accorti di questo e... Grazie alla segnalazione di un nostro collaboratore ci siamo accorti di questo evento – una sorta di sexy party, sembrerebbe … – che si terrà stasera a Toronto, nell’Ontario, Canada. Chi è di voi che ci va? Noi non possiamo ...Stasera tutti a Toronto! Slow Wine @ Skybar - Slowine www.slowfood.it Grazie alla segnalazione di un nostro collaboratore ci siamo accorti di questo evento – una sorta di sexy party, sembrerebbe … Continua http://ift.tt/XEyI5S

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August 22, 2014 at 09:54AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Una lombatina di maiale succosa e saporita, arrotolata con salsiccia e “finocchi... Una lombatina di maiale succosa e saporita, arrotolata con salsiccia e “finocchietto bastardo” fa da contraltare a questo Pinot Noir semplice ma allo stesso tempo intrigante e assolutamente piacevole. Gluck - La bottiglia della sera, di Roberto MeconiA.A. Pinot Noir Riserva Sandbichler 2010, H. Lun - Slowine www.slowfood.it GLUCK – La bottiglia della sera dove: Osteria Pepenero, Cupra Marittima (Ap) con: lombatina di maiale arrotolata con salsiccia … Continua http://ift.tt/VK8iNW

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August 22, 2014 at 09:22AM

giovedì 21 agosto 2014

Slow Food Condotta del Tortonese

Un'indagine ha portato alla luce precise responsabilità a carico di un’associazi... Un'indagine ha portato alla luce precise responsabilità a carico di un’associazione per delinquere transnazionale, composta da 4 persone. Associazione che aveva come obiettivo la produzione e la commercializzazione in ambito internazionale di “Wine Kit” con in etichetta riferimenti a 24 vini italiani DOP e IGP tra i più noti, risultati contraffatti.Scoperta la centrale di contraffazione dei "wine kit". Era in Italia - Slowine www.slowfood.it Il valore complessivo finora accertato della frode è di oltre 28 milioni di euro. I Carabinieri del Nac, sotto il … Continua http://ift.tt/1vlUu9n

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August 21, 2014 at 04:08PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Un'indagine ha portato alla luce precise responsabilità a carico di un’associazi... Un'indagine ha portato alla luce precise responsabilità a carico di un’associazione per delinquere transnazionale, composta da 4 persone. Associazione che aveva come obiettivo la produzione e la commercializzazione in ambito internazionale di “Wine Kit” con in etichetta riferimenti a 24 vini italiani Dop e Igp tra i più noti...Scoperta la centrale di contraffazione dei "wine kit". Era in Italia - Slowine www.slowfood.it Il valore complessivo finora accertato della frode è di oltre 28 milioni di euro. I Carabinieri del Nac, sotto il … Continua http://ift.tt/1pTY7lZ

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August 21, 2014 at 04:08PM

Slow Food Condotta del Tortonese

L’Econnivoro - Manuale di resistenza alimentare (Ultra, Roma 2014) ci propone un... L’Econnivoro - Manuale di resistenza alimentare (Ultra, Roma 2014) ci propone un nuovo tipo di Homo Cibans, la cui dieta non prevede restrizioni o rinunce, ma riflessione e attenzione e un pizzico di sensibilità in più: «Mi piace che il nuovo tipo di onnivoro sia attento, consapevole, intelligente, etico ed ecologico, che sia insomma un econnivoro, distinto dal vecchio onnivoro, distratto, inconsapevole, sciocco». Invito alla lettura http://goo.gl/IOIh3lL'econnivoro - Manuale di resistenza alimentare | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Non è facile cambiare le proprie abitudini alimentari: tradizione, cultura, gusto, qualche volta anche la pigrizia interviene a condizionare le nostre scelte. Inoltre, sappiamo che possa essere fastidioso sentirsi dire che cosa si dovrebbe mangiare e cosa no. Crediamo però che invitare alla riflessi… http://ift.tt/1vlR4mW

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August 21, 2014 at 03:52PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Africa: piccola rivoluzione al sapore di luppolo ----------------------------------------- Si sta compiendo una piccola rivoluzione. In Africa. No questa volta non vi parleremo dei 10000 orti che Slow Food sta coltivando in oltre 20 Paesi africani (scopritene di più qui), ma di una scommessa, della sempre coinvolgente storia di Davide contro Golia. Proveniente dalle Mauritius, il signor Olsen a 37 anni è l’orgoglioso proprietario di un micro birrificio, che ha ironicamente deciso di chiamare Flying Dodo Brewing Company. Si, perché da oltre 40 anni l’unica birra ampiamente distribuita alle Mauritius è la Phoenix Lager. Ma cosa può un dodo contro una maestosa fenice? L’amore del signor Olsen per la birra inizia dopo il liceo, quando con alcuni amici decide di fare il giro dell’isola a caccia delle tipologie di birra in commercio. Ma è durante gli studi all’estero che l’idea di diventare un produttore di birra ha cominciato a fermentare. Così una volta tornato a casa decide di fondare la Flying Dodo Brewing Company. La prima attività è il Lambic Beer House, un ristorante e un negozio di birra che dal 2009 importa più di 400 birre. «Mauritius è un buon posto per iniziare un business. Certo, qualche inciampo capita, ma l’opportunità di fare qualcosa partendo da zero, senza che nessuno ancora ci abbia provato, è un’occasione che in Europa è più difficile da cogliere». Il mercato in tutta l’Africa è dominato da società del calibro di Sab Miller e Guinness ma Olsen è fiducioso. Nel 2011 decide di spingersi più in là e di aprire la sua prima fabbrica di birra, investendo 2,5 milioni di dollari nel progetto. Con il tempo il fondatore della Flying Dodo e il suo team acquisiscono esperienza nella creazione di concetti, approvvigionamento delle materie prime e accesso a personale esperto. Olsen fa il botto e la voce si sparge nel continente. Viene contattato da alcuni imprenditori dell’Africa orientale, per replicare il modello Flying Dodo: Olsen non è geloso e ha aiutato ad avviare cinque progetti simili, mettendo a disposizione la tecnologia da lui sperimenta con la prima attività. Con l’obiettivo di esportare la passione per la birra artigianale. «Si tratta di un mercato di nicchia che vuole rimanere tale. L’idea non è quella di espandere la produzione ma di portare una rivoluzione in tutta l’Africa. Vogliamo che la gente veda quello che abbiamo fatto qui e sfrutti le nostre conoscenze per replicare un modello sano e indipendente di economia». Ogni mese il birrificio inventa una nuova tipologia di birra. Alc, Ibu e Plato sono solo alcune delle ultime invenzioni. La birra Flying Dodo piace anche perché, come tutte le cose migliori della vita non è fermentata. Noi non possiamo che augurare buona fortuna a questo pioniere africano e augurarci di brindare con lui e le sue birre! Letizia Morino l.morino@slowfood.it

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August 21, 2014 at 01:07PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Buone maniere a tavola: origini, evoluzioni, proiezioni ----------------------------------------- Chi è cittadino del mondo sa bene che fortemente sconsigliato, per non dire proibito, è soffiarsi il naso a tavola in un paese dell’Estremo Oriente. All’occorrenza, meglio alzarsi e sparire nella toilette per il tempo necessario all’operazione: a narici sgombere riguadagnerete la vostra postazione. Per le urgenze intempestive dell’apparato respiratorio noi europei godiamo in casa di maggior tolleranza, ma è indubbio che il gesto risulti gravemente ipotecato anche in questa metà del mondo: impensabile, ad esempio, praticarlo senza la manovra rotatoria del mezzobusto e la massima discrezione nel dispiegamento del fazzoletto. Con le dovute precauzioni, tutte intese a risparmiare visioni sconvenienti agli altri commensali, il gesto sembra filtrato nelle maglie dei nostri codici di cortesia, minimizzando i danni con buona pace di tutti. Ma sarà sempre stato così? La risposta è “non proprio” e vediamo in che senso.La lezione di TannhäuserLa “cultura di corte” sembra essere stata la prima a combattere contro scenari di piena liceità, elaborando un canone di distinzione a uso e consumo del signore. Tornando al naso, le indicazioni sono chiare: «Raschiarsi la gola nel mettersi a mangiare e pulirsi il naso nella tovaglia sono entrambe cose che non vanno, per quanto posso giudicarne». Nello stesso componimento, cioè negli stessi versi attribuiti a Tannhäuser sulle maniere cortesi, si va oltre: nel XIII secolo gli irredenti non si limitano a coloro che usano la tovaglia come fazzoletto, qualcuno – recita il testo – «sulla tavola si soffia il naso, e poi col dito strofina il moccio». La testimonianza resa ai posteri è in questo senso duplice: da una parte si riconosce nel componimento l’archetipo di molte regole sopravvissute nei secoli e tuttora valide, dall’altro vi si scorge un teatro animato da modi e da azioni diffusi. Modi biasimati e giudicati riprovevoli dall’autore e sempre piuttosto distanti da ciò che ci attenderemmo di trovare presso un desco signorile. Uno scenario che pare abitato da zotici che vivono a tavola secondo natura: chi si serve delle mani in maniera impropria, chi si succhia le dita e ripone nel piatto di portata ossi spolpati o bocconi masticati, chi si pulisce le orecchie dopo una vigorosa grattata in parti intime del corpo, chi si sdraia sul tavolo. Il problema qui non è solo il naso, perché quella che affiora nei versi del Tannhäuser è una società che percepisce per la prima volta la sconvenienza della propria corporeità, definisce e nomina gli imbarazzi che può provocare, tenta di porvi rimedio con la dissimulazione. La tavola diviene allora la prima palestra del contenimento, il luogo, per eccellenza, dove il gesto si fa meno spontaneo, per l’appunto educato. Questa fase, fortemente correlata alla nascita della civiltà di corte, conserva intatto il fascino straordinario dei passaggi cruciali, in una sorta di caduta dal paradiso terrestre: l’azione istintiva perde allora la sua innocenza, e si renderà necessario un insieme di norme condivise per una sua adeguata correzione.Manuali di civiltàConsiderate in maniera analitica, le evoluzioni dell’etichetta conviviale mostrano con chiarezza le tracce di un percorso di usi, introduzioni ed esclusioni tutt’altro che scontato. Ancora in pieno Seicento alcuni manuali di buone maniere ribadiscono che il piatto centrale, quello di portata, non può essere adoperato per gli scarti dei singoli commensali: esso è stato progressivamente sostituito da coperti individuali. «Un tempo la minestra la si mangiava dal piatto comune, senza cerimonie […] Oggidì ciascuno mangia la zuppa dal suo piatto», recita una Chanson del marchese di Coulanges del XVII secolo. Il passaggio comporterà l’acquisizione di nuove regole, come si legge ancora nel Nouveau traité de civilité di Antoine de Courtin, del 1672: «Non bisogna mangiare la minestra direttamente dal vassoio, ma metterne una parte educatamente nel proprio piatto». Anche l’uso delle posate si trovò presto irretito in una serie di divieti che tradiscono, a ben guardare, il permanere di un uso disinvolto delle mani e soprattutto attestano le difficoltà incontrate dagli esordi della forchetta, l’ultima a comparire sulle tavole occidentali: «Non ci si deve servire della forchetta per portare alla bocca vivande liquide… per questo genere di cose è adatto il cucchiaio», recita il trattato di La Salle, Les règles de la bienséance et de la civilité chrétienne, sui precetti della tavola ancora in pieno Settecento. Mentre si affermano nuove norme nel modo di servirsi e di consumare il pasto, con l’imperativo sempre più scontato di utilizzare il proprio piatto o di ricorrere all’uso della forchetta evitando le mani, declinano abitudini giudicate sempre meno consone al convivio tra nobili. «Un tempo, era lecito togliersi di bocca quello che non si riusciva a mangiare e gettarlo a terra, purché fosse fatto con destrezza; oggi questa apparirebbe un’usanza molto sudicia…», ci dice Antoine de Courtin, ma la lezione, evidentemente, stentò ad affermarsi e l’uso di gettare a terra cibi o parti indesiderate o non commestibili dovette resistere a lungo se, ancora nel 1714, un’altra pubblicazione francese, pubblicata anonima e intitolata Civilité françoise, ricorda che: «Non bisogna gettare per terra ossi né gusci d’uovo né la buccia della frutta». In quest’ultimo testo leggiamo anche quanto sia «sconveniente porgere a qualcuno la carne da odorare» e al contempo come si debba «evitare di rimetterla nel piatto dopo averla odorata», ma al pari di ogni pessima abitudine, quella di «fiutare a tavola come un salmone» deve essere stata piuttosto diffusa nei banchetti tardomedievali, rinascimentali e poi barocchi, biasimata con perseveranza in tutta la letteratura di genere prodotta fino alla prima età moderna. Questi stessi “manuali di civiltà” ci permettono al tempo stesso di saggiare alcune differenze geografiche, confluite poi e sedimentate nelle diverse etichette nazionali. Il rapporto con le bevande sembra, in particolare, quello più colpito da questo genere di differenze. Leggiamone un esempio illuminante della prima metà del XVIII secolo1: «In Germania e nei regni del Nord è segno di civiltà e di buona educazione che un principe beva per primo alla salute di colui o di coloro che intrattiene a tavola, e poi di far presentare loro il bicchiere o la ciotola in cui ha bevuto, riempiti del medesimo vino; tra di essi non è affatto mancanza di buona educazione bere nel medesimo bicchiere, anzi è un segno di franchezza e di amicizia; anche le donne bevono per prime e quindi porgono o fanno portare il proprio bicchiere con il medesimo vino che hanno esse stesse bevuto alla salute di colui che hanno brindato, senza che ciò appaia come un favore particolare, come sarebbe tra noi…». Lo scritto francese ci propone uno spaccato di modi che vivono diversamente i medesimi gesti, intendendo promiscui gli uni e cordiali gli altri, bocciandone alcuni come troppo licenziosi e accettandone altri come pegno di calorosa ospitalità. Oggi che questi giudizi tendono, almeno in Europa, a essersi conformati a un unico canone, verrebbe da chiedersi perché tarda tanto la norma ad adeguarsi ai nuovi scenari di uso e consumo della tavola. Tra le variabili che intervengono nella definizione dello scenario attuale, possiamo considerare, per esempio, l’ingerenza della telefonia mobile e una nuova ottica dello spreco. Così, mentre attendiamo con ansia un vademecum che regoli l’uso del cellulare a tavola, l’alta ristorazione americana si mostra tempestiva nei confronti di una nuova coscienza del consumo, e introduce con garbo la possibilità di infagottare i resti del proprio pasto e portarseli via, cosa certo poco ammissibile fino a una decina di anni or sono. Laura Prosperi Da Slow Food n° 43, dicembre 2009Note1. François de Callières, De la science du monde et des connoissances utiles à la condite de la vie, 1717.

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August 21, 2014 at 01:07PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Usa: la risposta di Slow Food al mito della mela Ogm http://goo.gl/ayXasn Usa: la risposta di Slow Food al mito della mela Ogm http://goo.gl/ayXasn http://ift.tt/1z5sLdp

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August 21, 2014 at 12:10PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Il professor Venturelli (all’anagrafe Vincenzo) è un artigiano modenese con la p... Il professor Venturelli (all’anagrafe Vincenzo) è un artigiano modenese con la passione per il vino. Ho pensato un po’ a come definirlo e nessun’altra formula funzionava bene come questa ...Il professor Venturelli, un artigiano modenese con la passione per il vino. - Slowine www.slowfood.it Il professor Venturelli (all’anagrafe Vincenzo) è un artigiano modenese con la passione per il vino. Ho pensato un po’ a … Continua http://ift.tt/XCehGI

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August 21, 2014 at 11:22AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Una trattoria sopra Brunico, che è la quintessenza del territorio, ti propone co... Una trattoria sopra Brunico, che è la quintessenza del territorio, ti propone come benvenuto un gustoso e delicato raviolo fritto, ripieno di ricotta e spinaci: il vino scelto, un Santa Maddalena, è degno di accompagnarlo ... Gluck - La bottiglia della sera, di Valentina VercelliA.A. Santa Maddalena Cl. 2013, Cantina di Bolzano - Slowine www.slowfood.it GLUCK – La bottiglia della sera dove: Trattoria Oberraut, Ameto – Brunico con: raviolo fritto ripieno di ricotta e … Continua http://ift.tt/1ofTKwT

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August 21, 2014 at 10:04AM

mercoledì 20 agosto 2014

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Ricettina per la sera! Ricettina per la sera!Ricette dei Presìdì: Miele Kenya - Salone del Gusto e Terra Madre 2014 http://ift.tt/1pqLtub I Presìdi Slow Food sostengono quelle piccole produzioni tradizionali a rischio di estinzione, valorizzano i territori http://ift.tt/1AxWSNc

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August 20, 2014 at 04:12PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Si moltiplicano le iniziative per evitare la vergogna dello #spreco lamentare. M... Si moltiplicano le iniziative per evitare la vergogna dello #spreco lamentare. Ma quali sono i doveri dei consumatori? goo.gl/BFMu2o http://ift.tt/1BBe1a5

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August 20, 2014 at 11:51AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Il delizioso rosato del giovane Gilberto Boniperti: 100% nebbiolo, per la metà d... Il delizioso rosato del giovane Gilberto Boniperti: 100% nebbiolo, per la metà da salasso e metà vinificato in rosato, rigoroso ma quello che più conta goloso ... Gluck - La bottiglia della sera, di Federico GiovannoneRosaDiSera 2013, Gilberto Boniperti - Slowine www.slowfood.it GLUCK – La bottiglia della sera dove: a casa con: salumi, cecìna e schiacciata toscana Che delizioso rosato … Continua http://ift.tt/1kU3z8r

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August 20, 2014 at 11:04AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Brutta ma buona ----------------------------------------- Immagino sappiate già di cosa stiamo parlando. Frutta e verdura perfettamente edibili scartate solo perché brutte, nonostante siano comunque buone. Finalmente fioriscono le iniziative per evitare questo vergognoso spreco, questa volta l’esempio arriva dalla Francia dove il supermercato Intermarchè ha lanciato la campagna Inglorious Fruits and Vegetables con lo scopo di diminuire lo spreco di cibo. Il risultato è un’accattivante campagna di sensibilizzazione che punta i riflettori sul nostro senso più viziato, la vista. E per ingannare lo sguardo, Ecco quindi che gli avventori della grande distribuzione si cimentano nell’assaggio di succhi, zuppe e smothies fatti con frutta e verdura brutta. Brutta ma buona. Si, perché brutto non significa nulla, quello che conta è il gusto e in questo caso anche il prezzo. Verdura e frutta diversamente belli costano il 30% in meno ed è subito rivincita degli incompresi. Sono un miliardo e trecento milioni di tonnellate gli alimenti sprecati ogni anno nel mondo. Novecento milioni di tonnellate è la quantità di cibo che viene “perso” tra il campo di raccolta e il negozio. Più del doppio di quello buttato dal consumatore. Ciò significa che agire alla fonte del problema è un obbligo che la grande distribuzione ha nei confronti dell’ambiente. Evitare che frutta e verdura sana non vengano selezionate per la vendita per ragioni unicamente estetiche è un dovere.Ma quali sono i doveri dei consumatori? Molte sono le iniziative partite dai singoli in favore di un consumo più consapevole. Josh Treuhaft, ad esempio, ha fondato il Salvage Supper Club con cui cerca di sconfiggere il Food Waste invitando i cittadini di Brooklyn a cene a base di avanzi che lui stesso indica come insoliti, brutti e vecchi. Li recupera in ogni dove, dal frigorifero degli amici alle cucine dei ristoranti fino ai magazzini dei supermercati. L’obiettivo è convincere gli avventori che non è la data di scadenza stampata sulle confezioni che dovrebbe farla da padrona, tanto meno l’estetica inusuale di un ortaggio ma piuttosto il nostro buon senso. Ci chiediamo poi, se il fatto che il pasto venga consumato in un cassonetto extra-large tutto agghindato a festa con tanto di lanternine sia un modo per indorare la pillola o per dare una degna cornice al contesto. Dettagli. Che dire invece dell’iniziativa organizzata da Slow Food Youth network che organizza a più riprese giornate anti spreco con la Disco Soup: i ragazzi raccolgono grandissime quantità di cibo (soprattutto frutta e verdura) scartate dai mercati locali. A suon di musica le piazze di tutto il mondo si riempiono di persone armate di taglieri e pela patate con l’obiettivo di trasformare in zuppe e mega insalate i prodotti dimenticati. Moltissime le città che hanno aderito. Diamo quindi una chance ai brutti, oltre che buoni ci salverano Letizia Morino l.morino@slowfood.it Qui il video dell'Iniziativa:

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August 20, 2014 at 10:41AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Premessa Tavecchio non c’entra nulla. Questo è un pezzo sui lieviti selezionati.... Premessa Tavecchio non c’entra nulla. Questo è un pezzo sui lieviti selezionati. Prendiamo spunto da un post letto per caso ieri su Facebook. Si trattava semplicemente di una riga che diceva questo: “Ma non sò se è un mio problema, ma quando sento i lieviti selezionati su un vino, non riesco a comprarlo, voi?”Ma 'ndo vai (se la banana non ce l'hai) - Slowine www.slowfood.it Premessa Tavecchio non c’entra nulla. Questo è un pezzo sui lieviti selezionati. Prendo spunto da un post letto per caso ieri … Continua http://ift.tt/1tkOZap

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August 20, 2014 at 10:33AM

martedì 19 agosto 2014

Slow Food Condotta del Tortonese

Chi nutre la città? Chi nutre la città?Chi nutre la città - Salone del Gusto e Terra Madre 2014 http://ift.tt/1pqLtub La città mangia, ma ha poca o nessuna idea di come nasca il cibo che si porta in tavola: chi l’ha prodotto? http://ift.tt/1tidmFQ

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August 19, 2014 at 04:26PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Tutti pazzi per Daniza! Tutti pazzi per Daniza!Questo post non parla di vino, parla di orsi e funghi - Slowine www.slowfood.it Questo post non parla di vino, parla di orsi e funghi (e non è un post “buonista”). Da giovane … Continua http://ift.tt/1kRtYno

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August 19, 2014 at 02:56PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Giovani agricoltori: le 10 mosse di Martina ----------------------------------------- Un piano in 10 mosse per rilanciare l’agricoltura giovanile. Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina punta sui giovani agricoltori per valorizzare l’agroalimentare italiano, convinto che possa essere un trampolino di lancio per tutta l’economia. E non sono pochi i dati che sostengono la sua iniziativa: le aziende condotte da giovani realizzano in media una produzione lorda vendibile più elevata rispetto a quelle guidate dai meno giovani: oltre 161 mila euro contro 140 mila (dati Rete di Informazione Contabile Agricola). E secondo la classifica di Almalaurea, Agraria è la facoltà che offre le maggiori possibilità di inserimento, 95% con un guadagno medio di 958 euro contro, ad esempio, Lettere e Filosofia (66% e guadagno medio di 915 euro). Il Miur registra un 29% in più di iscrizioni negli istituti professionali agricoli, 13 in più negli istituti tecnici di agraria, agroalimentare e agroindustria e 40 in più di iscritti alla Facoltà di Agraria: «Il nostro obiettivo è allinearci agli altri Paesi europei. Il mio sogno è avvicinarci alla Francia, i giovani in agricoltura portano più innovazione e, con i piedi nella terra e la testa nel mondo, la capacità di guardare ai grandi mercati e allo sviluppo delle nuove tecnologie, con ricadute importantissime sul territorio locale in termini di produzione e di lavoro» ha dichiarato il nostro ministro oggi al Corriere della Sera. La buona notizia è che alle intenzioni sono seguiti i fatti e le misure ipotizzate sono tutte operative. Vediamone alcune. Mutui a tasso zeroMutui fino a 10 anni a tasso zero per imprese agricole condotte da under 40 per investimenti fino a 1 milione e mezzo di euro nei settori della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e della pesca. Per chi vuole acquistare un’azienda, ci sono mutui fino a 30 anni concessi da Ismea per l’acquisto dei terreni agricoli per primo insediamento di giovani in agricoltura.Sgravi e detrazioniNel decreto Campolibero, disegno di legge «competitività», approvato di recente dal Governo, è prevista una detrazione del 19% per i giovani under 35 che affittano terreni agricoli e uno sgravio di un terzo della retribuzione lorda per promuovere forme di occupazione stabile in agricoltura di giovani tra i 18 e i 35 anni. «Molto importanti a mio avviso — sottolinea Martina — sono gli 80 milioni di euro all’anno fino al 2020 per imprese condotte da giovani fino a 40 anni con una maggiorazione del 25% degli aiuti diretti per 5 anni, in attuazione della nuova Pac. Ma c’è anche il credito d’imposta per il biennio 2014- 2016 al 40% per investimenti fino a 50 mila euro per l’e-commerce, molti sono i giovani che riescono a esportare attraverso Internet, nonché il credito d’imposta al 40%, stesso biennio, per innovazione e reti di impresa». Per il Sud, infine, deduzioni Irap al 50% fino a 10.500 euro per chi assume giovani con contratti di almeno tre anni e per almeno 150 giorni all’anno.Cessioni dei terreni del demanioSi tratta di terreni pubblici adatti alla coltivazione, spesso frazionati in piccole parti, ancor più spesso incolti. L’idea di riportarli a nuova vita trasformandoli in un’occasione di lavoro per le nuove generazioni era venuta al governo Monti un paio di anni fa, ma per concretizzare quella legge del 2012 ci è voluto un decreto applicativo firmato a fine luglio da Maurizio Martina dopo un lavoro durato alcuni mesi che ha fruttato l’elenco dei terreni dagli enti proprietari. Stiamo parlando di 5.550 ettari di terreni agricoli pubblici - il corrispondente più o meno di 7 mila campi da calcio - che da settembre saranno concessi in affitto o ceduti: possibilmente a giovani che già hanno un’impresa agricola (50 mila, secondo una stima della Coldiretti) o che intendono metterla in piedi e che s’impegnano - per i prossimi 20 anni - a destinare quelle terre alla coltivazione. In entrambi i casi infatti (vendita o affitto) gli under 40 potranno godere di un diritto di prelazione. Su questo punto però vorremmo fare una precisazione: riteniamo che la formula più adatta sia l’affitto e non la vendita. L’affitto, anche di lunga durata, darebbe la possibilità di avviare o potenziare la propria attività agricola anche a giovani che non sono in possesso di risorse economiche significative, necessarie invece per far fronte all’asta pubblica per acquistare i terreni, contemporaneamente consentirebbe allo Stato di verificare nel tempo che gli investimenti realizzati dai giovani imprenditori su quei terreni siano coerenti con la politica agricola nazionale e con la salvaguardia ambientale. Inoltre l’alienazione definitiva di un bene comune, come le terre demaniali, non può rappresentare una soluzione a problemi di cassa pubblica. Vendita e affitto saranno impostate a una logica di ferrea trasparenza, assicura il ministro: per quanto riguarda il primo caso per i terreni che hanno un valore superiore ai 100 mila euro (il calcolo si basa sulla rendita fondiaria) si procederà tramite asta pubblica. Nel caso in cui i campi messi in vendita abbiano invece valore inferiore a tale cifra si farà ricorso a procedura negoziata (pubblicazione dell’elenco dei terreni sulla stampa e sul sito dell'Agenzia del Demanio, vendita alla migliore offerta rispetto alla base di partenza). Se i lotti messi in vendita risultano già occupati, pur salvaguardando gli under 40, sarà riconosciuto il diritto di prelazione in favore di chi già li lavora. Per quanto riguarda invece la destinazione d’affitto è prevista una quota minima del 20 per cento sul totale dei terreni, concedendo la preferenza ai giovani imprenditori. La complessa macchina è gestita dall’Agenzia del Demanio che ha mappato e fotografato dal satellite tutti gli appezzamenti. «Nella maggioranza dei casi si tratta di terreni di dimensioni ridotte - spiega Stefano Scalera, direttore generale dell'Agenzia - spesso fondi interclusi ai quali si può accedere solo attraverso altre proprietà. Appezzamenti che hanno bisogno di essere valorizzatati, magari ricongiungendoli ad altri in modo da raggiungere dimensioni tali da aver accesso ai finanziamenti europei». Lo Stato intende destinare i soldi incassati – dai 15 ai 20 milioni partendo dalla base d’asta – alla riduzione del debito pubblico, ma la priorità – assicurano al Ministero – questa volta è un’altra: trasformare aree per anni incolte in terre produttive a sostegno delle attività agricole. Soprattutto quelle promosse dai giovani. Staremo a vedere, e vi daremo notizia dei risultati. Via Corriere della Sera del 18/08/2014 («Ai giovani agricoltori mutui a tasso zero e sgravi») e La Repubblica del 28/07/2014

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August 19, 2014 at 12:28PM

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In tanti saprete che è fortemente sconsigliato, per non dire proibito, soffiars... In tanti saprete che è fortemente sconsigliato, per non dire proibito, soffiarsi il naso a tavola in un paese dell’Estremo Oriente… ogni tempo e cultura ha le sue buone abitudini, ma da dove arrivano? http://goo.gl/2j4XWeBuone maniere a tavola: origini, evoluzioni, proiezioni | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Chi è cittadino del mondo sa bene che fortemente sconsigliato, per non dire proibito, è soffiarsi il naso a tavola in un paese dell’Estremo Oriente. All’occorrenza, meglio alzarsi e sparire nella toilette per il tempo necessario all’operazione: a narici sgombere riguadagnerete la vostra postazione.… http://ift.tt/1leIc22

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August 19, 2014 at 12:19PM

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Sloweb | Nicaragua: iguane al posto di fagioli e mais ----------------------------------------- Crisi agroalimentare? Siccità prolungata? Prezzi alle stelle? La soluzione c’è: mangiate iguane. Questa la soluzione proposta dal presidente del Nicaragua Daniel Ortega per porre freno alla crisi alimentare dovuta alla grave siccità che sta colpendo il Paese. Tra gli ultimi danni, oltre 2500 capi di bestiame persi, cui si aggiunge il rischio di perdere 110 milioni di ettari di mais. Gravissimo, se si considera che l’economia nicaraguense si basa per lo più sull’agricoltura che rappresenta oltre il 20% del Pil. Le conseguenze? Oltre 600 mila persone sono ridotte alla fame. Non solo. Negli ultimi mesi il costo del cibo è salito alle stelle, e nello stesso tempo si è registrata una grossa perdita di terreni coltivabili. Come se ciò non bastasse, la produzione di fagioli si è abbassata vertiginosamente -alimento base della dieta nicaraguense – tanto che si stima una perdita di 390 milioni di libre cui si aggiungo 110 milioni di libre di mais. L’effetto è evidente: in città i fagioli scarseggiano e i prezzi hanno raggiunto vette inaccessibili per la popolazione locale: si è passati dai 10 a 32 córdobas (equivalenti a 1.22 dollari) a libra. In Nicaragua, il salario minimo è di appena 137 dollari per il settore pubblico e di 246 per alcuni settori nel privato. Sono mesi che i contadini chiedono un intervento del Governo, ma Ortega sembra non preoccuparsi di quella che oramai è una vera emergenza e va avanti con questo bel progetto di dar vita agli iguanarios. Veri e propri allevamenti di iguane, in modo da non impoverire la popolazione di questo rettile protetto. In Nicaragua è infatti proibita la caccia e la vendita delle iguane, già in sofferenza a causa del commercio illegale. Le iguane fanno parte della cultura gastronomica del Paese, ma la proposta governativa ha suscitato non pochi malumori. In primis perché non è una vera e propria soluzione all’emergenza e, in secondo luogo perché non sarebbe il massimo per ambiente ed ecosistema. Ma c’è invece chi aderisce con entusiasmo alle proposte governative e iniziano a circolare informazioni su quanto salutare e proteica sia la carne di iguana. Sui social non mancano le varie critiche in merito, sebbene anche satiriche, come scrive, Edson Bladimir Martinez, sulla sua pagina Facebook «Volevo fare colazione con un’iguana, ma è scappata. Sicché ho pensato ai fagioli, ma costano 37 córdobas alla libra. Ciononostante, ci si sta già organizzando per allestire i primi iguanarios: la propaganda governativa insiste sulle proprietà nutritive, quasi da farla sembrare la migliore soluzione e non incentivare le colture dei campi di fagioli e di mais. A cura di Adriana Miele a.miele@slowfood.it Fonteelpais.com

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August 19, 2014 at 11:25AM

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“Alla sua terra mio padre ha dedicato tutto sé stesso. Chi è vicino al mondo rur... “Alla sua terra mio padre ha dedicato tutto sé stesso. Chi è vicino al mondo rurale sa che con “tutto” si intende: famiglia, lavoro, successi, sconfitte, speranze! Sono orgoglioso di essere suo figlio e di raccogliere il suo esempio.” Alvaro PecorariFrancesco Pecorari, una lunga corsa è arrivata a destino - Slowine www.slowfood.it Purtroppo è venuto a mancare Francesco Pecorari, fondatore dell’azienda friulana Lis Neris e padre di Alvaro, attuale proprietario e conduttore. … Continua http://ift.tt/1kR2IW0

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August 19, 2014 at 11:00AM

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La Falanghina non è una ma sono tante e diverse, a seconda del territorio di pro... La Falanghina non è una ma sono tante e diverse, a seconda del territorio di provenienza e della interpretazione della cantina. Fois è la Falanghina del Sannio che ha saputo rompere le credenze comuni con la sua esuberanza. E’ un vino figlio dell’amore, quello tra Imma e Fulvio che hanno scelto di abbandonare la città per dedicarsi all’agricoltura ... Gluck - La bottiglia della sera, di Marina AlaimoFalanghina del Sannio Fois 2013, Cautiero - Slowine www.slowfood.it GLUCK – La bottiglia della sera dove: a casa con: ‘mpepata di cozze La Falanghina non è una … Continua http://ift.tt/1yTZ9Q8

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August 19, 2014 at 09:41AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Buondì! State programmando una vacanzina a Berlino? Non partite senza la nostra... Buondì! State programmando una vacanzina a Berlino? Non partite senza la nostra guida!Berlino - Slow Food Store store.slowfood.it Berlino 9788836562107 http://ift.tt/1vbofcR

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August 19, 2014 at 09:25AM

lunedì 18 agosto 2014

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Sfide quotidiane: 10 cose che dobbiamo sapere sulle etichette ----------------------------------------- Leggere le etichette degli alimenti può rappresentare una sfida, soprattutto quando si cerca di fare scelte a favore di un sistema alimentare più sostenibile. Le etichette possono includere una miriade d’informazioni non tutte facili da decifrare. Il sito www.foodtank.com suggerisce dieci elementi che dovrebbero comparire in etichetta, per ricordarci anche che spesso ciò che non viene scritto è importante tanto quanto ciò che è esplicitato. L’obiettivo è quello di attuare una scelta più consapevole ogni volta che acquistiamo un alimento. Conoscerne la provenienza, la lavorazione e il sistema di stoccaggio può farci mangiare meglio e sprecare meno.1 Codex Alimentarius ovvero Codice Alimentare MondialeIl Codex Alimentarius è stato creato nel 1963 dalla Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (Fao) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) al fine di sostenere un programma internazionale di standard alimentari per lo sviluppo di linee guida per l’etichettatura nutrizionale. Il Codex viene usato come base per normative alimentari nazionali comprese le etichette.2 Provenienza e Paese d’origine di Etichettatura (Cool)Indicare il luogo del confezionamento non significa necessariamente specificare la provenienza degli ingredienti d’origine. Prodotti freschi, latticini, carni hanno diverse norme in materia di etichettatura. Nell'Unione Europea, per esempio, le carni bovine devono essere etichettate a seconda del luogo di nascita dell’ animale, il Paese d’ingrasso e di macellazione, i quali forniscono informazioni sui tempi di trasporto dell’animale. Questa regola non è però universale.3 Etichetta nutrizionaleUn’etichetta nutrizionale ha il preciso compito di informare i consumatori circa i valori nutrizionali del cibo. In Paesi come Australia, Gran Bretagna, Svezia, e Danimarca si trovano sulla parte anteriore della confezione in sistemi di rating di facile comprensione dotati di scale numeriche che indicano il contenuto nutrizionale del prodotto. Negli Stati Uniti, dove è attualmente in corso la prima grande revisione in 20 anni, l'attenzione è rivolta a aumentare la visibilità delle calorie del cibo e la quantità di zucchero aggiunto nel prodotto. C’è da dire che l’etichettatura nutrizionale è obbligatoria in alcuni Paesi, volontaria in altri, e inesistente in molti. Il regolamento può variare anche tra le regioni e gli stati all'interno di un Paese.4 Lista degli ingredientiConoscere gli ingredienti di base e la loro storia è fondamentale. Una lista di ingredienti breve è spesso un buon segno. Il minor numero di ingredienti irriconoscibili è indicatore di un alimento sano.5 Metodo di allevamentoBiologici, nutriti con erba, free-range, da allevamento a terra sono solo alcune delle diverse etichette che vengono utilizzate per indicare animali allevati in modo sostenibile. Ma, come sottolineato da Compassion for Animals, un’organizzazione internazionale che tratta il benessere degli animali di allevamento, attualmente non ci sono requisiti di etichettatura per indicare chiaramente i prodotti derivati da animali cresciuti in modo convenzionale con metodi di fabbrica.6 NaturaleL’etichetta “naturale” sugli imballaggi non ha alcuna relazione con la nutrizione o la sostenibilità della produzione del prodotto. Negli Stati Uniti, il termine acquisisce significato se applicato a carne, pollame e uova: l'etichetta naturale indica che non sono stati aggiunti coloranti artificiali o ingredienti. Tuttavia, la US Food and Drug Administration (Fda) e l'Usda consentono l’uso del marchio naturale da applicare ai prodotti a base di carne da animali allevati con ormoni e / o antibiotici nonché per prodotti che includono organismi geneticamente modificati (Ogm). Il termine naturale è quindi ingannevole e può venire applicato a qualsiasi alimento.7 BiologicoBiologico indica generalmente come il cibo viene coltivato e lavorato. Le pratiche biologiche sono in genere destinate a promuovere la difesa del suolo e la conservazione dell'acqua senza l’utilizzo di metodi di sintesi e / o chimici per fertilizzare e per il controllo delle erbe infestanti. È importante sapere che molti regolamenti nazionali e regionali consentono l’utilizzo della dicitura 100% Bio anche quando non tutti gli ingredienti contenuti in un prodotto o in un mangime utilizzato per la nutrizione dell’animale rispettino di fatto la dicitura.8 Organismi geneticamente modificatiSecondo una lista compilata dal Centro per la sicurezza alimentare, ci sono 64 Paesi in tutto il mondo, che richiedono l'etichettatura dei prodotti contenenti Ogm. Negli Stati Uniti, la politica della Fda è quella di sostenere l’etichettatura Ogm volontaria piuttosto che obbligatoria. Secondo l'Usda, circa il 90 per cento di tutto il mais e la soia coltivata negli Stati Uniti è geneticamente modificato. A meno che un etichetta indichi espressamente il contrario, qualsiasi mais o soia utilizzati nei prodotti o mangimi fabbricati negli Stati Uniti è probabile un Ogm. In Europa, dal 2004, l’etichetta di alimenti e mangimi contenenti Ogm deve indicarne esplicitamente la presenza. Questo vale anche se gli Ogm non sono rilevabili nel prodotto finito (come spesso avviene per gli oli vegetali). C’è una sola eccezione: i prodotti non devono essere etichettati se contengono Ogm in misura non superiore allo 0,9%, purché tale presenza sia accidentale o tecnicamente inevitabile. Questo però non significa essere sicuri di non mangiare cibo contenente materiale transgenico. In primo luogo, perché il prodotto che si acquista potrebbe contenere meno dello 0,9% di. Poi, perché gli OGM sulle nostre tavole arrivano – indirettamente – attraverso i mangimi animali…9 SostenibilitàDiverse etichette supportano gli standard che promuovono una serie di questioni sociali, ambientali e di sviluppo, come ad esempio l'etichetta di certificazione Commercio equo e solidale e la Rainforest Alliance Frog. Queste si concentrano non solo sulla sostenibilità della produzione alimentare in sé, ma sui salari e sulle condizioni di vita dei lavoratori, dei contadini e delle loro famiglie, come pure la protezione della fauna selvatica e degli habitat.10 Data di scadenzaSecondo recenti studi del Natural Resources Defense Council (NRDC), gli americani buttano via fino al 40 per cento di tutto il cibo che acquistano. Uno dei motivi principali è la scarsa comprensione del sistema di etichettatura. Il Nrdc afferma che fare affidamento sullo stoccaggio del cibo che acquistiamo piuttosto che basarci esclusivamente sull’etichettatura per determinarne la longevità sia un buon modo per ridurre gli sprechi alimentari. Insomma basta usare il buon senso. Consumare i prodotti locali, del contadino o dell’allevatore di fiducia, accorciare la filiera, è certamente il miglior modo di ridurre al minimo l’elenco di fuorvianti informazioni sulle etichette del nostro carrello. O come suggerisce il buon vecchio Michael Pollan «Non mangiare nulla che la tua bis nonna non riconoscerebbe come cibo»… Letizia Morino l.morino@slowfood.it

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August 18, 2014 at 04:20PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Il gelato? Lo fa il contadino! A voi la storia della prima Agrigelateria italian... Il gelato? Lo fa il contadino! A voi la storia della prima Agrigelateria italiana raccontata da Carlo PetriniIl contadino che coltiva i gelati - Salone del Gusto e Terra Madre 2014 http://ift.tt/1pqLtub Alfonso ha trasformato la sua azienda agricola familiare in una gelateria di successo e all'avanguardia. http://ift.tt/1pyI8tl

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August 18, 2014 at 03:42PM

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Buongiorno! Iniziamo la settimana con quella che a noi pare un'ottima notizia, s... Buongiorno! Iniziamo la settimana con quella che a noi pare un'ottima notizia, siete d'accordo? http://goo.gl/huvih1Giovani agricoltori: le 10 mosse di Martina | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Un piano in 10 mosse per rilanciare l’agricoltura giovanile. Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina punta sui giovani agricoltori per valorizzare l’agroalimentare italiano, convinto che possa essere un trampolino di lancio per tutta l’economia. E non sono pochi i dati che sostengono… http://ift.tt/Yo3qQw

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August 18, 2014 at 12:25PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Il prezzo basso non vuol dire costi bassi ----------------------------------------- Nel Paese della mucca pazza, che solo un anno fa ha deciso di introdurre le etichette a utilizzando i colori verde, giallo e rosso per semplificare la scelta “sicura” da parte dei consumatori, è scoppiato un altro scandalo alimentare. Un’inchiesta del Guardian rivela che i due terzi dei polli venduti nei supermercati del Regno Unito sarebbero contaminati da campylobacter, un batterio piuttosto comune che, in concentrazioni troppo elevate, può causare disturbi e, in alcuni casi, anche la morte (il quotidiano inglese parla di 280000 intossicazioni alimentari e presume un centinaio di morti nel Regno Unito solo nell’ultimo anno). A prescindere dalla tecnologia utilizzata negli impianti di allevamento, macellazione e lavorazione, che è sempre perfettibile, ciò che fa specie è che, nel Paese che ha visto l'esplosione del morbo della mucca pazza, si torni a parlare di uno scandalo di proporzioni massicce in un ambito come la filiera della carne. Il batterio in questione, infatti, si sviluppa nelle feci e in alcuni organi dei polli (cresta e bargiglio) e la contaminazione avviene a causa della scarsa pulizia degli impianti ovvero di malfunzionamento dei macchinari che dovrebbero separare le carni dalle interiora e dagli scarti della lavorazione. Si potrebbe ridurre tutto a una questione di tecnica, ma a me pare che il problema però sia un altro. Ciò che sta alla base di questo che non è il primo e non sarà di certo l’ultimo caso eclatante, è il sistema alimentare nel suo insieme, che chiede sempre maggiori volumi a prezzi sempre più bassi e in tempi sempre più rapidi: un modello globale di cui questo di può ben considerare come un paradigmatico fenomeno. Un pollo "broiler", cioè un esemplare comune da carne deve arrivare al macello intorno ai tre chili in un tempo che varia dai 32 ai 40 giorni. La densità di esemplari per metro quadrato è sempre più alta e, anche al momento della macellazione, non c’è nemmeno il tempo per fermare la linea produttiva (che funziona esattamente come una fabbrica di pezzi per automobili) se occorre ripulire i macchinari in caso di guasti o sversamenti. Per dare l'idea: un impianto industriale arriva a macellare circa 10-12000 polli all’ora. Se l’impostazione di fondo del mercato agroalimentare è questa, a ben poco varranno giri di vite in materia di legislazione sanitaria e di sicurezza dei prodotti alimentari. Anche se benissimo ha fatto l’Italia ad adottare misure più restrittive di quelle imposte dall’Unione Europea su questo punto (e chi si lamenta dell’eccesso di controlli nel nostro paese, in momenti in cui scandali di questo genere salgono alla ribalta dovrebbe riflettere), il succo è che bisogna cambiare radicalmente l’approccio dei cittadini ai consumi alimentari. Abbiamo confuso il concetto di low cost con quello di low price. Non è affatto una distinzione stilistica: piuttosto si tratta di una differenza concettuale enorme. Pagare poco o pochissimo un chilo di petto di pollo, non significa che costi poco, ma solo che il suo prezzo è basso. Perché tra i costi da annoverare ci sono quelli ambientali (in termini di materie prime sprecate, degli antibiotici distribuiti in larga misura che entrano nel ciclo dell’acqua, di contaminazioni del suolo da nitrati a causa della densità troppo alta di allevamenti in una zona e di capi di bestiame in ogni allevamento) e quelli sociali: in primis, quelli per la salute. Basti pensare che, sempre rimanendo ai dati dell’inchiesta inglese, i costi sanitari delle intossicazioni da campylobacter (che per l’80% sono attribuibili all’industria avicola) sono di circa 900 milioni di sterline all’anno a fronte di un giro d’affari dell’industria del pollame di 3,3 miliardi di sterline, ovvero quasi il 30% del totale! Già, ma chi li paga questi costi? Non certo chi fa profitti sull’industria del pollame. Piuttosto i contribuenti tutti, anche quelli che s’illudono di avere risparmiato sul costo della propria spesa. E’ questo il punto: ci siamo fatti guidare dall’errata convinzione che prezzo basso equivalesse a costi bassi. Non è così, e ogni giorno facciamo esperienza di questo equivoco. Questo paradigma va cambiato: solo l'educazione delle persone e la condivisione dell’idea che la salute di tutti noi passa dal cibo che mangiamo, possiamo capire che low price significa che una parte dei costi li paga qualcun altro, semplicemente. Se non scardiniamo l’equivoco di fondo non usciremo mai da questo modello, che massimizza i profitti dell’agroindustria e scarica le esternalità negative sulla collettività. Se non usciamo in fretta dal mito della rincorsa alla domanda del mercato (che per la natura di questo sistema distributivo concentrato in poche o pochissime mani sarà sempre indirizzata a prezzi più bassi e tempi più rapidi) non ci sarà futuro per il cibo di qualità. Anche perché, e già mi pare assurdo, se qualcuno può essere disposto a sacrificare il sapore o la compatibilità ambientale del proprio cibo, credo che nessuno nel pieno delle proprie facoltà mentali potrebbe sacrificare la propria salute sull’altare della competitività dei prezzi. Ciononostante, l'assenza di un’educazione che consenta di pretendere e comprendere un’informazione corretta, fa sì che proprio questo succeda ogni giorno. Al contrario, un’agricoltura e un allevamento di piccola scala, sostenibili dal punto di vista ambientale, capaci magari di generare cicli produttivi chiusi con il riutilizzo degli scarti come materie prime seconde, sicuramente chiederanno prezzi più alti del prodotto industriale, ma i costi complessivi saranno certamente più bassi. La saggezza popolare dopo tutto aveva condensato questi pensieri in un efficacissimo modo di dire: “chi più spende, meno spende”. Sarebbe il caso di tornare a utilizzarlo. Carlo Petrini c.petrini@slowfood.it Da La Repubblica del 11/08/2014

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August 18, 2014 at 12:23PM