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venerdì 30 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Slow weekend: grande festa al Sud! http://bit.ly/18qrKim ----------------------------------------- Sud d’Italia in fermento: Slow Food Calabria festeggia la sua seconda Festa Regionale e per l’occasione coinvolge anche i vicini dello Stretto. A farla da padrone saranno, manco a dirlo, la cultura gastronomica e il territorio, per un appuntamento che – a detta degli organizzatori – promette «Gioia e divertimento e soprattutto rappresenta l’occasione per coinvolgere tutta la rete slow sul territorio». Si parte domani mattina (31 agosto) lungo la costa messinese (località Paradiso) con la Nuotata dei Buddaci, organizzata dall’associazione Albacinante. All’arrivo imperdibile la granita di limone e tanti altri prodotti tipici della Sicilia per tutti i partecipanti.Domenica sera, dalle 19, il Parco Horcynus Orca di Capo Peloro ospitea il workshop Un ponte culturale sullo Stretto di Messina, a cui seguirà una degustazione guidata sulle tradizioni gastronomiche dello Stretto. Si continua il 5-6-7 settembre con 3 Laboratori del Gusto sui temi della pesca e della gastronomia dello Stretto di Messina. Per info e prenotazioni: Rosario Gugliotta - Fiduciario Slow Food Valdemone valdemone@slowfoodmessina.it, www.slowfoodmessina.it I festeggiamenti in Calabria prenderanno invece il prossimo fine settimana: degustazioni, incontri, spettacoli e conferenze. E naturalmente tutte le ricchezze del territorio. Qui il programma completo.RomaSaliamo verso nord per fare gli auguri di compleanno al ristorante Settembrini di Roma. I locali Settembrini – ristorante, bistrot e libreria – festeggeranno per tutto il mese di settembre con un calendario ricco di eventi. Produttori, cuochi, artigiani, scrittori, giornalisti e blogger saranno tra i protagonisti di numerosi appuntamenti. La festa coinvolgerà anche la Condotta di Slow Food Roma: aperi-cene con Presìdi Slow Food, presentazioni di libri della collana “Piccola biblioteca di cucina letteraria” di Slow Food Editore e incontri con le comunità di Terra Madre del Lazio. Per maggiori informazioni:info@viasettembrini.com, www.viasettembrini.com e facebook.com/Via Settembrini.

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August 30, 2013 at 06:37PM

Slow Food Condotta del Tortonese

3 2 1 Weekend!!! http://goo.gl/cU6iAd 3 2 1 Weekend!!! http://goo.gl/cU6iAdSlow weekend: grande festa al Sud! | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Sud d’Italia in fermento: Slow Food Calabria festeggia la sua seconda Festa Regionale e per l’occasione coinvolge anche i vicini dello Stretto. A farla da padrone saranno, manco a dirlo, la cultura gastronomica e il territorio, per un appuntamento che – a detta degli organizzatori – promette «Gioia… http://on.fb.me/15m0Yg2

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August 30, 2013 at 05:54PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Come vanno le vostre ricerche? Avete deciso che formaggio portare a #Cheese2013?... Come vanno le vostre ricerche? Avete deciso che formaggio portare a #Cheese2013? I candidati a salire sull'Arca aumentano! Ecco cosa ci segnala Giuseppe Battiston#Cheese2013 - Save a chese | Salva un formaggio ! Quale formaggio vorresti salvare? L'attore Giuseppe Battiston vorrebbe salvare un formaggio del suo Friuli: “Vorrei salvare il formadi frant, un formaggio della Carnia che si faceva recuperando le forme venute male. Mi ricorda quando i formaggi si andavano a comprare in malga, direttamente dai malgari che li facevano lì, ad alta quota, prima che le normative CEE distruggessero tutte le tipicità. Convogliare il latte alle centrali del latte e non usarlo là dove viene munto per fare i formaggi, rende inutile persino che le mucche vadano al pascolo.” E tu? Raccontaci qui (http://bit.ly/19O2Foh) quale formaggio vorresti salvare e allega una foto. Potresti vincere un libro di Slow Food Editore! Portane poi un pezzetto a #Cheese2013 e avrai un piccolo omaggio: ti aspettiamo a Bra dal 20 al 23 settembre nella “Piazza dell'Arca”! http://bit.ly/1bCbNga Italian actor Giuseppe Battiston would save a cheese from his region: “I would save “formadi frant”, a cheese from the region of Carnia made by reusing ‘mistake cheeses’. I remember when you could go to buy the cheeses in the Alpine huts, directly from the shepherds that made them there at high altitude, before the EEC laws destroyed all of those types. Transporting milk to a distribution center instead of using it there, where it is milked, to make cheeses makes even bringing the cows up to the pastures unnecessary.” And you? Tell us here http://bit.ly/19q6Mku what cheese YOU want to save and attach a picture! You could win a book from Slow Food! Then bring a sample of it to #Cheese2013 and you'll get a small gift: we're waiting for you in Bra (Italy) from September 20 to 23! http://bit.ly/13hilLH Credits: Alberto Peroli, Laila Pozzo Quale formaggio vorresti salvare? Migliaia di formaggi artigianali stanno scomparendo in tutto il mondo, insieme ai saperi e ai paesaggi legati alla loro produzione. Raccontaci qui (http://bit.ly/19O2Foh) il formaggio che vuoi salvare e allega una foto. A #Cheese2013 (Bra, Cn, 20-23 settembre) potrai vincere un libro di Slow Food Editore! Se poi vorrai portarne un pezzetto a Bra, ti aspettiamo nella "Piazza dell'Arca" con un piccolo omaggio. http://bit.ly/1bCbNga What cheese do YOU want to save? Thousands of artisanal cheeses are disappearing around the world, along with the knowledge and the landscapes behind them. Nominate an endangered dairy product online (http://bit.ly/19q6Mku) and include a photo. You’ll have a chance to win a Slow Food publication at #Cheese2013 (Bra, Italy, September 20-23)! And if you bring a sample of it in Bra (Italy) from September 20 to 23, we'll be happy to welcome you at "Piazza dell'Arca" with a small gift. http://bit.ly/13hilLH http://on.fb.me/1a53CbZ

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August 30, 2013 at 12:54PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Bressan Mastri Vinai non comparirà su #Slowine 2014: le frasi apparse sul profil... Bressan Mastri Vinai non comparirà su #Slowine 2014: le frasi apparse sul profilo Facebook privato di Fulvio Bressan sono talmente gravi da aver oltrepassato qualsiasi linea rossa. Non abbiamo voglia neppure di entrare nel merito, perché sono talmente offensive e assurde da non meritare pubblicitàBressan Mastri Vinai non comparirà su Slow Wine 2014 - Slowine www.slowfood.it La guida Slow Wine ha sempre recensito con estremo favore i vini dell’azienda Bressan Mastri Vinai e il tipo di … Continua http://on.fb.me/194Fr8K

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August 30, 2013 at 11:54AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Bressan Mastri Vinai non comparirà su Slow Wine 2014 - Slowine www.slowfood.it La guida Slow Wine ha sempre recensito con estremo favore i vini dell’azienda Bressan Mastri Vinai e il tipo di … Continua http://on.fb.me/16VSyZK

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August 30, 2013 at 11:19AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Avete prenotato il vostro Laboratorio del Gusto a #Cheese2013? Cosa state aspett... Avete prenotato il vostro Laboratorio del Gusto a #Cheese2013? Cosa state aspettando? http://goo.gl/J1pz0l http://on.fb.me/1a4FGp5

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August 30, 2013 at 09:36AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Avete prenotato il vostro Laboratorio del Gusto a #Cheese2013? Cosa state aspett... Avete prenotato il vostro Laboratorio del Gusto a #Cheese2013? Cosa state aspettando? http://goo.gl/J1pz0l http://on.fb.me/194ro36

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August 30, 2013 at 08:54AM

giovedì 29 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

Non basta raccogliere della grande uva, conta anche come la porti a casa... Non basta raccogliere della grande uva, conta anche come la porti a casa...Innovazione e tradizione (in una foto) - Slowine www.slowfood.it Ieri mattina presto è comparsa questa foto sul profilo Facebook di Simona Natale, moglie di Gianfranco Fino, entrambi produttori di … Continua http://on.fb.me/15j23Fu

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August 29, 2013 at 05:05PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Negare sempre. Pare essere questa ormai la strategia difensiva che va per la mag... Negare sempre. Pare essere questa ormai la strategia difensiva che va per la maggiore: non c’ero, non lo sapevo, e comunque non sono stato io. Anche i colossi della chimica adottano la strategia della negazione http://goo.gl/xls3owNeonicotinoidi: la battaglia non è finita | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it I due colossi della chimica fanno ricorso contro la moratoria che vieta per due anni l'uso dei pesticidi killer di api http://on.fb.me/1a1tPrF

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August 29, 2013 at 12:09PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Neonicotinoidi: la battaglia non è finita http://bit.ly/1dpc9qq ----------------------------------------- Negare sempre. Pare essere questa ormai la strategia difensiva che va per la maggiore: non c’ero, non lo sapevo, e comunque non sono stato io. Tranquilli non vi sto per tediare con le disgrazie della politica italiana, né con le marachelle di una moglie fedifraga. Purtroppo questa volta a negare ogni responsabilità nonostante l’evidenza sono i colossi mondiali della chimica. Secondo la Ue sono i principali killer delle api (ne abbiamo discusso a lungo, a fondo pagina i link ai precedenti approfondimenti) che stanno scomparendo a causa dell’uso di neonicotinoidi e fipronil sparsi in dosi oltre che abbondanti nei campi a coltura intensiva. Ebbene, contro il parere dell’Efsa (European Food Safety Authority) e contro qualsiasi evidenza scientifica, negano qualsiasi imputazione e contestano la moratoria con cui la Commissione ha messo al bando per due anni i neonicotinoidi perché il verdetto sarebbe «inaccurato e incompleto». Insomma martedì la Bayer ha comunicato all’Afp di aver inoltrato ricorso a metà agosto alla Corte di giustizia dell'Unione europea – per il tramite della propria divisione agrochimica CropScience – per riacquistare la possibilità di commercializzare prodotti contenenti i principi attivi clothianidin e imidacloprid. Syngenta, che ha avviato una misura analoga che coinvolge il terzo neonicotinoide il thiamethoxam, rincara la dose e accusa la Commissione aver agito senza il sostegno di tutti i Paesi membri dell’Ue. «È un loro diritto, risponderemo a norma di legge», precisa una fonte europea. I nostri dati, aggiunge, «sono comunque a prova di bomba». Le ricerche parlano chiaro e i danni di queste sostanze sono noti e comprovati. Addirittura si ammettono (minori) effetti sui mammiferi. Gli esperti d’ambiente sono anche più pessimisti: «I neonicotinoidi - rivela un analista - uccidono le api, ma si disperdono nell’aria e inquinano le falde. Sono un problema potenziale per l’uomo». Ciononostante raggiungere l’insufficiente compromesso della moratoria per due anni è stato tutt’altro che semplice. A più riprese le capitali non hanno trovato in seno al Comitato di esperti nazionali una maggioranza in favore o contro la messa al bando. Come prescritto dai Trattati, la palla è passata alla Commissione Ue che ha deliberato in aprile sulla base di un rapporto dell’Efsa, l’Autorità per la sicurezza alimentare. Il documento sottolineava «i gravi rischi legati all’uso di tre pesticidi su diverse colture». Favorevole al bando era soprattutto la Germania. Contrari otto stati, fra cui Regno Unito e Italia. Roma ha cambiato idea strada facendo. Ufficialmente, non ha gradito che non sia stata accolta la richiesta per l’applicazione dei neonicotinoidi in granuli sulle foglie degli alberi da frutto prima della fioritura, mentre sarà possibile farlo dopo la fioritura stessa. Due fonti sottolineano l’efficace lobby degli agricoltori sul governo, attenti ai raccolti più che alle possibili minacce dei pesticidi. Lo stop scatta a dicembre. L’esecutivo comunitario ha due mesi per rispondere. «Lo faremo, naturalmente - dice una fonte che rassicura -. Ma non vedo ragioni per modificare le nostre tesi». Noi intanto teniamo alta la guardia. A cura di Michela Marchi m.marchi@slowfood.it Fonte: La Stampa Potrebbe interessarti anche:Al bando i pesticidi che uccidono le apiDopo i neonicotinoidi, ora è il turno del fipronil: l'Europa riconosce che un altro pesticida è rischioso per le apiNeonicotinoidi: l’Europa aprirà gli occhi e bandirà questi pesticidi nocivi all'ambiente?Usa: in un anno scomparsi il 40% degli alveariÈ battaglia contro il veleno ammazza apiServe un NO definitivo ai neonicotinoidi

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August 29, 2013 at 11:51AM

mercoledì 28 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

La redazione di Slow Wine fa un po' di polemica... Voi che ne pensate? La redazione di Slow Wine fa un po' di polemica... Voi che ne pensate?La vendemmia degli uffici stampa - Slowine www.slowfood.it Si cominciano a leggere, su quotidiani e riviste, i primi articoli sulla vendemmia 2013. In questi giorni in effetti qualcuno … Continua http://on.fb.me/12KQHpX

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August 28, 2013 at 03:54PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Fabio Giavedoni's Photos ... e ora il Centro Italia è completamente conquistato ... http://on.fb.me/190d9fF

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August 28, 2013 at 02:49PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Genesi del pomodoro perfetto http://bit.ly/17g9UDA ----------------------------------------- Pomodoro perfetto cercasi. E senza soprese sono gli statunitensi a essersi imbarcati nella nuova crociata del gusto perfetto. Siamo in Florida, nel futuristico Istituto per l’innovazione delle piante della University of Florida. Gran Mogòl del gruppo è Harry J. Klee professore di scienze orticole che da qualche tempo a questa parte sa tutto sul pomodoro: insieme al suo team, taglia, macina, intuba pomodori, li centellina in provette e spalma nei vetrini. Che cosa cerca? I preziosissimi componenti aromatici che gli permetteranno di ottenere il pomodoro ideale da produrre in serie. E naturalmente il tutto giustificato con un nobilissimo scopo: produrre verdure e frutta che facciano venire l’acquolina in bocca e sperare così di ridurre il consumo di cibo spazzatura tra gli statunitensi. Il tutto nasce dall’estrema difficoltà nel trovare pomodori saporiti nei supermercati statunitensi (what a surprise!): coltivazione intensiva, raccolta di pomodori ancora verdi, trasporto su lunghe distanze, uso di etilene per avviarne la maturazione e refrigerazione in effetti non sono i migliori amici del gusto. Ma sarà davvero così difficile riuscire a mangiare un buon pomodoro negli Usa senza ricorrere alla fantascienza? In effetti basterebbe andare al mercato dei contadini o coltivarli nel cortile di casa. Ma il problema che affigge il professor Klee è di non riuscire a trovarne di simili nella grande distribuzione. Così, oltre alla sua squadra, Klee ha assoldato Linda Bartoshuk, direttore della ricerca umana presso il Centro universitario per l’olfatto e il gusto, e un panel di persone per individuare le caratteristiche che rendano un pomodoro più appetibile. La scoperta incredibile dopo mesi di ricerca è che il gusto più apprezzato è la dolcezza. E via di test, degustazioni e sondaggi, finché i geni determinanti che rendono i pomodori appetitosi sono stati identificati. È sorto però un problema notevole: il pomodoro dal gusto perfetto ha una scarsa produttività. Una bella noia se deve essere destinato alla coltivazione intensiva. Il pomodoro ideale è meno fecondo, meno resistente alle malattie, meno bello a vedersi e più difficile da coltivare. Una disgrazia per la redditività. Anche perché, una volta individuati i geni cruciali, l’idea di Klee sarebbe affidarsi alle tecniche tradizionali d’impollinazione incrociata. Per adesso, tuttavia, la realizzazione del progetto è in stand-by, perché l’università non può permettersi i circa 1,5 milioni dollari necessari per ottenere l'approvazione normativa per vendere Ogm. Oh, what a pity!La cosa che ci lascia più perplesse è quanto questa impresa sia stata macchinosa: scomodare i genetisti per creare qualche cosa che in natura esiste già ci pare un tantino eccessivo. Certo capiamo bene il desiderio di una buona insalata di pomodori… Ma quanto sarebbe più semplice incontrare il contadino nel mercato sotto casa? Mara Campo e Michela Marchi m.campo@slowfood.it m.marchi@slowfoodl.it Fonte: New York Times

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August 28, 2013 at 01:52PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Scomodare un gruppo di genetisti per un piatto di insalata di pomodori? Negli St... Scomodare un gruppo di genetisti per un piatto di insalata di pomodori? Negli Stati Uniti si può. È in arrivo il super pomodoro che imita le colture tradizionali... http://goo.gl/JOORV4Genesi del pomodoro perfetto | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Dopo la carne in provetta, in Florida un gruppo di ricercatori è impegnato a creare cibo in laboratorio http://on.fb.me/1dmmqnh

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August 28, 2013 at 01:09PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Conoscevate il Cheddar dell'Isola di Mull? Conoscevate il Cheddar dell'Isola di Mull?#Cheese2013 - Save a chese | Salva un formaggio ! Quale formaggio vorresti salvare? Il celebre chef londinese Jeremy Lee non ha dubbi: “Il primo formaggio che vorrei salvare è sicuramente il delicato Cheddar dell’Isola di Mull, nelle Ebridi, sulla costa occidentale della Scozia. Sono particolarmente legato a quei luoghi in cui ho trascorso l’infanzia con la mia famiglia. E infatti per tutti noi quel Cheddar ha un significato particolare, quindi non lasciamolo scomparire!” Raccontaci qui (http://bit.ly/19O2Foh) quale formaggio vorresti salvare e allega una foto. Potresti vincere un libro di Slow Food Editore a #Cheese2013! Se poi vuoi portarne un pezzetto a Bra, ti aspettiamo dal 20 al 23 settembre nella Piazza dell'Arca con un piccolo omaggio. What cheese would YOU want to save? Jeremy Lee, chef of London’s Quo Vadis restaurant has no doubts: “The first cheese I would save is certainly the delicate Cheddar from the Isle of Mull, in the Hebrides, on the west coast of Scotland. I am particularly attached to those places where I spent my childhood with my family. And in fact, for all of us that Cheddar has a special meaning, so let’s not let it disappear!” Tell us here http://bit.ly/19q6Mku what cheese YOU want to save and attach a picture! You could win a book from Slow Food at #Cheese2013! And if you bring a sample of it in Bra (Italy) from September 20 to 23, we'll be happy to welcome you with a small gift. Quale formaggio vorresti salvare? Migliaia di formaggi artigianali stanno scomparendo in tutto il mondo, insieme ai saperi e ai paesaggi legati alla loro produzione. Raccontaci qui (http://bit.ly/19O2Foh) il formaggio che vuoi salvare e allega una foto. A #Cheese2013 (Bra, 20-23 settembre) potrai vincere un libro di Slow Food Editore! What cheese do YOU want to save? Thousands of artisanal cheeses are disappearing around the world, along with the knowledge and the landscapes behind them. Nominate an endangered dairy product online (http://bit.ly/19q6Mku) and include a photo. You’ll have a chance to win a Slow Food publication at #Cheese2013 (Bra, Italy, September 20-23)! http://on.fb.me/1aPd2Yt

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August 28, 2013 at 12:39PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Per gli uffici stampa è sempre la vendemmia del secolo, proviamo a capire insiem... Per gli uffici stampa è sempre la vendemmia del secolo, proviamo a capire insieme come si potrebbe comunicare con più intelligenza...La vendemmia degli uffici stampa - Slowine www.slowfood.it Si cominciano a leggere, su quotidiani e riviste, i primi articoli sulla vendemmia 2013. In questi giorni in effetti qualcuno … Continua http://on.fb.me/19Yo5ip

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August 28, 2013 at 09:19AM

martedì 27 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

Chi va a Venezia per la Biennale? Ci dite quale è il vostro film "green" preferi... Chi va a Venezia per la Biennale? Ci dite quale è il vostro film "green" preferito? goo.gl/jmwr6hNon solo glamour: la Biennale si tinge di verde | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Torna per il secondo anno il Green Drop Award che premia tra i film in concorso quello che meglio interpreta i valori dell’ecologia http://on.fb.me/1dk5C0i

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August 27, 2013 at 05:24PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Non solo glamour: la Biennale si tinge di verde http://bit.ly/18XExuL ----------------------------------------- Tutti pronti per la settantesima edizione Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Per la seconda volta durante i giorni della manifestazione gli schermi della Laguna si tingono di verde grazie al Green Drop Award, premio collaterale promosso dall’associazione Green Cross Italia e dal Comune di Venezia. Fra i 20 film della selezione ufficiale, il premio verrà assegnato a quello che «meglio abbia interpretato i valori dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla conservazione del Pianeta e dei suoi ecosistemi per le generazioni future, agli stili di vita e alla cooperazione fra i popoli». Quest’anno la giuria è presieduta dal regista Mimmo Calopresti e composta dall’attrice Ottavia Piccolo e dal climatologo Vincenzo Ferrara. Il premio consiste in un vaso di vetro soffiato lavorato da un artigiano di Murano, a forma di goccia con all’interno della terra che ogni anno proviene da un paese diverso. L’anno scorso è stato assegnato dal presidente della giuria Ermanno Olmi al film La quinta stagione della coppia di registi Peter Brosens e Jessica Woodworth. Gianfranco Bettin, assessore all'Ambiente e Città sostenibile del Comune di Venezia, dichiara che la città lagunare è orgogliosa di promuovere questo premio dedicato all'ecologia e ricorda che il 2013 è un anno importante per Venezia, «Perché sono 40 anni esatti dall’emanazione del decreto del presidente della Repubblica sulla Tutela della città di Venezia e del suo territorio dagli inquinamenti delle acque. Quarant’anni di battaglie per proteggere il delicato ecosistema lagunare e credo che il Green Drop Award possa aiutarci, puntando i riflettori del cinema sulle questioni ambientali». Siete a Venezia per il festival? Fateci sapere qual è il film più green! Mara Campo m.campo@slowfood.it

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August 27, 2013 at 01:06PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sapete come si degusta un formaggio? Si parte da un esame visivo e si guarda la... Sapete come si degusta un formaggio? Si parte da un esame visivo e si guarda la forma. E poi? Se siete curiosi venite a scoprirne di più a #Cheese2013. Il Laboratorio del Gusto "Formaggio: si fa presto a dire degustazione" è pensato proprio per voi. Tutte le info su: http://goo.gl/FPlLKO Partecipando, in omaggio riceverete "Il gusto del formaggio" di Slow Food Editore. http://on.fb.me/15dZLY8

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August 27, 2013 at 12:40PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Mauro Corona sta volta hai tappato! Mauro Corona sta volta hai tappato!Guida poco che devi bere (Mauro Corona again) - Slowine www.slowfood.it Caro Mauro Corona, prima di partire per le ferie ho comprato “Guida poco che devi bere”, e in una mattina … Continua http://on.fb.me/19VYSW3

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August 27, 2013 at 10:03AM

lunedì 26 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

Oggi vi proponiamo grandi interrogativi. Ecco il secondo: che cosa c'entrano le... Oggi vi proponiamo grandi interrogativi. Ecco il secondo: che cosa c'entrano le api con il formaggio? http://goo.gl/PBa4vZDettaglio Press | Cheese 2013 | Le forme del latte | 20-23 Settembre, Bra | Slow Food cheese.slowfood.it http://on.fb.me/143f3su

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August 26, 2013 at 05:24PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Dovremo dire addio ai frutti di mare? http://goo.gl/Y7pImA Dovremo dire addio ai frutti di mare? http://goo.gl/Y7pImAAddio ai frutti di mare | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it La crescita dell’acidità rende le acque marine sempre più inospitali con nuovi rischi alla fauna marina. A rischiare di più sono le specie protette da guscio o conchiglia http://on.fb.me/1aHwQge

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August 26, 2013 at 12:55PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Addio ai frutti di mare http://bit.ly/15btjWp ----------------------------------------- Cattive notizie per gli amanti dei molluschi. I frutti di mare, insieme a coralli ed echinodermi saranno le specie marine a risentire maggiormente della crescente acidificazione delle acque. Una recente ricerca dell’Alfred Wegener Institute, pubblicato dalla rivista Nature Climate Change, ha studiato gli effetti sulla fauna marina della diminuzione del livello di Ph dovuto all’assorbimento di Co2 dall’aria. Le conseguenze di questo fenomeno potrebbero essere catastrofiche. A farne le spese sarebbero soprattutto le specie con guscio o conchiglia, la cui componente principale è il calcio. La simulazione dell’impatto di un’acidità maggiore delle acque sui pesci ha avuto esiti meno tragici, anche se i risultati non sono molto chiari e andrebbero approfonditi. L’acidificazione è solo uno dei tanti problemi che affliggano gli ecosistemi marini. Il fenomeno andrebbe infatti ad amplificare le conseguenze negative che già si stanno verificando a causa dell’innalzamento delle temperature delle acque provocato dal cambiamento climatico. Secondo lo studio Inhospitable Oceans (Oceani inospitali), la minaccia sarebbe incombente. Hans Poertner, co-autore della ricerca e professore di biologia marina, ha spiegato che questo fenomeno rischia di verificarsi 10 volte più velocemente delle precedenti crisi evolutive della storia della terra. Solo nel caso in cui si intervenisse tempestivamente riducendo le emissioni di gas serra si potrebbe contrastare la drastica riduzione del Ph delle acque marine. Un punto della situazione sulle conseguenze del global warming verrà fatto dal prossimo rapporto dell’Ipcc – il gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico - che riprenderà anche lo studio Oceani inospitali. Dalle anticipazioni che precedono la pubblicazione, in programma nel mese di settembre, non arrivano dati incoraggianti. Il rapporto, il primo dopo il 2007, punta il dito contro la nostra specie, responsabile per il 95% degli effetti del riscaldamento globale. Gli scenari ipotizzati dai diversi studi non forniscono dati certi. L’unica certezza è che gli impatti locali non sono e non saranno positivi. È importante cercare di contrastare l’avanzata del fenomeno mettendo in atto le buone pratiche per la riduzione di emissione di Co2. E a farlo non devono essere solo le istituzioni statali. Il cambiamento può e deve avvenire anche dai singoli individui. Mara Campo m.campo@slowfood.it Fonti: The Guardian, ANSA

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August 26, 2013 at 12:52PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Conoscete il dolada? Conoscete il dolada?#Cheese2013 - Save a chese | Salva un formaggio ! Lo chef Riccardo De Pra (ristorante Dolada, Pieve d'Alpago, BL) vorrebbe salvare un formaggio chiamato “dolada”: "Il dolada è un formaggio artigianale che una volta si preparava con latte crudo vaccino in tutta l'area del monte omonimo. Un tempo ne era diffusa anche una versione avvolta nel fieno: si dice che sia nata per caso durante la guerra, quando si nascondeva il formaggio nei fienili!” E tu? Quale formaggio vorresti salvare? Raccontacelo qui http://bit.ly/19O2Foh e allega una foto. Potrai vincere un libro di Slow Food Editore a #Cheese2013! Chef Riccardo De Pra wants to save a cheese called “dolada”: “Dolada is an artisanal cheese that once was prepared with raw cow's milk throughout the whole area of its namesake mountain, near Venice. Also widespread was a version wrapped in hay, which, it was said, was born by chance during the war, when the cheese was hidden in barns.” And you? What cheese do YOU want to save? Send us some information and a photo here: http://bit.ly/19O2Foh You could win a book from Slow Food Editore at #Cheese2013! Credit: Francesco Tanganelli, KES – Siena, www.keslab.it Quale formaggio vorresti salvare? Migliaia di formaggi artigianali stanno scomparendo in tutto il mondo, insieme ai saperi e ai paesaggi legati alla loro produzione. Raccontaci qui (http://bit.ly/19O2Foh) il formaggio che vuoi salvare e allega una foto. A #Cheese2013 (Bra, 20-23 settembre) potrai vincere un libro di Slow Food Editore! What cheese do YOU want to save? Thousands of artisanal cheeses are disappearing around the world, along with the knowledge and the landscapes behind them. Nominate an endangered dairy product online (http://bit.ly/19q6Mku) and include a photo. You’ll have a chance to win a Slow Food publication at #Cheese2013 (Bra, Italy, September 20-23)! http://on.fb.me/16CwnnS

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August 26, 2013 at 11:36AM

domenica 25 agosto 2013

Arrivederci Caldirola



via Slow Food Condotta del Tortonese http://soleitaliano.wordpress.com/2013/08/25/arrivederci-caldirola/

venerdì 23 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

Programmi per il #weekend? In Toscana c'è Slow Folk e la Condotta di Forlì vi in... Programmi per il #weekend? In Toscana c'è Slow Folk e la Condotta di Forlì vi invita a partecipare ai Sentieri di Terra Madre: http://goo.gl/INrmpmSlow weekend: Toscana vs Romagna | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Quinto anno per Slow Folk, il progetto di difesa della biodiversità delle culture, di valorizzazione della canzone popolare e di costruzione di reti tra soggetti diversi, tra regioni e nazioni lontane e vicine. In collaborazione con l’Istituto De Martino di Sesto Fiorentino, dopo l’Irlanda, la Franc... http://on.fb.me/16DrT42

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August 23, 2013 at 06:24PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Slow weekend: Toscana vs Romagna http://bit.ly/1dzWHGo ----------------------------------------- Slow Folk - Parco del Castello dell’Acciaiolo a Scandicci (Fi) Quinto anno per Slow Folk, il progetto di difesa della biodiversità delle culture, di valorizzazione della canzone popolare e di costruzione di reti tra soggetti diversi, tra regioni e nazioni lontane e vicine. In collaborazione con l’Istituto De Martino di Sesto Fiorentino, dopo l’Irlanda, la Francia, la Puglia, la Calabria, quest’anno sarà ospite d’onore sarà la Sardegna con un programma ricco sia per quanto riguarda la musica che il cibo. Domani, sabato 24 agosto, si esibiscono Lisetta Luchini e i Tolomei’s Brothers. Un’occasione per ricordare l’artista Carlo Monni recentemente scomparso e aderire alla prima giornata Arcobaleno che unisce gli eventi di tutta la Toscana; nel pomeriggio, il Parco ospiterà anche la prima edizione di Maestri di trame, convegno e laboratori per adulti e bambini dell’intreccio con la presenza di Giotto Scaramelli. Domenica 25 agosto la serata, patrocinata dall’Associazione Culturale Sardi in Toscana, sarà tutta dedicata alla Sardegna. Si avvicenderanno sul palco i Tenores di Neoneli ed Elena Ledda, una delle più importanti cantanti popolari sarde. Nelle due serate il Parco ospiterà stands con piatti della tradizione sarda e toscana si potranno degustare: panzanelle, pappa al pomodoro, lampredotto e trippa e tanti altri piatti ancora della tradizione gastronomica toscana. Per maggiori info: www.slowfoodtoscana.it Raccolta del luppolo per Sentieri di Terra Madre – Solarolo (Ra) La Condotta Slow Food di Forlì vi invita a partecipare ai Sentieri di Terra Madre, un’iniziativa nata con lo scopo di presentare ai nostri soci (e non solo) i tanti produttori che seguono il principio del buono, pulito e giusto andando direttamente in azienda, sui campi, nelle stalle. Sabato 24 incontreremo Marco Tamba, mastro birraio del birrificio agricolo La Mata di Solarolo e, se i fiori sono pronti per essere raccolti, ci insegnerà come staccare accuratamente dalle piante femmine il luppolo che utilizzerà come conservante naturale e come aromatizzante per le birre che produce. Per maggiori info: www.slowfoodforli.it

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August 23, 2013 at 06:07PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Quale formaggio vorresti salvare? Scopri sulla pagina Slow Food Ark of Taste i... Quale formaggio vorresti salvare? Scopri sulla pagina Slow Food Ark of Taste i formaggi candidati a salire sull'arca a #Cheese13#Cheese2013 - Save a chese | Salva un formaggio ! "Vorrei salvare il Monte Veronese. Questo formaggio è figlio delle alte brughiere create dai disboscamenti in Lessinia fin dal medioevo per fornire legname alla Serenissima. Praterie a 1500 metri, segnate da lastroni di pietra divisoria, che ricordano quelle marine del Connemara nella cara Irlanda." Massimo Bubola, cantautore E tu? Quale formaggio vorresti salvare? Descrivi qui http://bit.ly/19O2Foh il formaggio che vuoi salvare e allega una foto. A #Cheese2013 (Bra, 20-23 settembre) potrai vincere un libro di Slow Food Editore! ------------ “Monte Veronese is the product of the high moors created by deforestation in Lessinia since medieval times to provide timber for the Republic of Venice: prairies at 1500 meters, marked by walls of stone slabs, reminiscent of the sea at Connemara in beloved Ireland.” Massimo Bubola, songwriter What cheese do YOU want to save? Nominate an endangered dairy product online (http://bit.ly/19q6Mku) and include a photo: at #Cheese2013 (Bra, Italy, Septempber 20 to 23) you’ll have a chance to win a Slow Food publication! Credit: Paolo d'Adda Quale formaggio vorresti salvare? Migliaia di formaggi artigianali stanno scomparendo in tutto il mondo, insieme ai saperi e ai paesaggi legati alla loro produzione. Raccontaci qui (http://bit.ly/19O2Foh) il formaggio che vuoi salvare e allega una foto. A #Cheese2013 (Bra, 20-23 settembre) potrai vincere un libro di Slow Food Editore! What cheese do YOU want to save? Thousands of artisanal cheeses are disappearing around the world, along with the knowledge and the landscapes behind them. Nominate an endangered dairy product online (http://bit.ly/19q6Mku) and include a photo. You’ll have a chance to win a Slow Food publication at #Cheese2013 (Bra, Italy, September 20-23)! http://on.fb.me/16CVWIZ

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August 23, 2013 at 03:36PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Chi pensa che i nostri antenati si nutrissero di bacche insipide si sbaglia di g... Chi pensa che i nostri antenati si nutrissero di bacche insipide si sbaglia di grosso. Uno studio britannico ha scoperto che... http://goo.gl/VtcGr2 http://on.fb.me/16Uzg9T

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August 23, 2013 at 01:24PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Gastronomia neolitica http://bit.ly/1d9XSh7 ----------------------------------------- Come pensate si alimentassero nella preistoria? Dimenticate cibi sconditi e poco cotti. Il gusto degli europei per le spezie ha origini lontane. Grazie a una recente ricerca, un gruppo di archeologi ha scoperto che in Danimarca e in Germania l’utilizzo di piante spontanee per insaporire gli alimenti risale a 6000 anni fa. Gli scienziati hanno trovato dei residui di Alliaria, il cui nome deriva dal forte aroma di aglio, accanto a frammenti di ceramica, datati tra 5800 e 6150 anni fa, con resti di grasso di pesce e carne. I depositi di fitoliti, ovvero tracce microscopiche di silice vegetale che permettono di identificare le piante da cui derivano, sono stati rinvenuti prevalentemente all’interno delle ceramiche. Questo significa che l’erba aromatica è stata utilizzata di proposito durante la pratica culinaria. Hayley Saul, la ricercatrice dell’University of York a capo dello studio, ha affermato che è una novità per l’archeologia europea, che ha rappresentato per lungo tempo i cacciatori-raccoglitori come interessati unicamente alla ricerca di alimenti calorici. «Per quanto ne so, questa è la prima prova di uso delle spezie in questa regione nel Baltico occidentale: qualcosa che praticamente non ha alcun valore nutritivo, ma è ricerca di gusto». Una scoperta analoga era già stata fatta in Medio Oriente: «C'è una grotta in Israele dove è stato trovato del coriandolo, datato circa 23.000 anni fa. Ma è molto difficile ricostruire un quadro preciso di come venisse utilizzato: collegarlo alla cucina è molto importante». Voi l’Alliaria l’avete mai utilizzata ai fornelli? Potete usarla per fare una crema con il burro da spalmare sul pane tostato oppure per condire una pasta con un pesto estivo: bastano una manciata di foglie di Alliaria, mandorle o semi di girasole, sale e olio extravergine d’oliva. Mara Campo m.campo@slowfood.it Fonte: BBC

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August 23, 2013 at 01:06PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Ma come si fa a dire che la vite si semina? Ma come si fa a dire che la vite si semina?Corona e la semina della vite - Slowine www.slowfood.it Mauro Corona, con tutte le sue contraddizioni, comunque mi piace: lo ascolto volentieri, leggo i suoi libri, però ora “L’eremita … Continua http://on.fb.me/177ZrrF

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August 23, 2013 at 11:20AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Fabio Giavedoni's Photos si inizia, piano ma si inizia ... http://on.fb.me/177Zp35

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August 23, 2013 at 11:19AM

giovedì 22 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

Vendesi oasi: in Ecuador il governo cede alle pressioni delle multinazionali pet... Vendesi oasi: in Ecuador il governo cede alle pressioni delle multinazionali petrolifere... http://goo.gl/kW0Cx3Vendesi oasi | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Ancora un caso in cui un Governo cede alle pressioni delle forze economiche globali e sacrifica il bene più prezioso: la biodiversità http://on.fb.me/14ZTf00

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August 22, 2013 at 05:55PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Vendesi oasi http://bit.ly/14ZKnYv ----------------------------------------- In Ecuador, nella provincia di Orellana c’è una piccola oasi di biodiversità nel bel mezzo dell’Amazzonia abitata da 150 specie di anfibi e 121 di rettili, 382 varietà di pesci, 596 di uccelli e fino a 100 mila tipi di diversi di insetti. Immaginate. Oggi, questo mondo delle meraviglie è minacciato dai soliti “cattivi” troppo spesso poco riconoscibili a prima vista. Questa volta si chiamano trivelle. La storia inizia nel 2007. Il capo di Stato Rafael Correa decise di preservare, sotto il patrocinio delle Nazioni Unite, il campo di Ishpingo-Tambococha-Tiputini (Itt), uno dei tre siti di esplorazione petrolifera aperti dagli anni 80, nel quale sono racchiuse il 20% delle riserve nazionali. «Il Governo promise di non toccare il petrolio presente in cambio di denaro da parte della comunità internazionale», ha spiegato a Lettera43.it Osvaldo León, coordinatore dell’Agencia latinoamericana de información, portale di informazione indipendente. Un do ut des in grado di rappresentare un esempio di sensibilità ambientalista, seppur non priva di benefici economici, un modello da esportare e una sconfitta per le multinazionali petrolifere. Quasi 850 milioni di barili di petrolio sarebbero rimasti nel sottosuolo del parco permettendo così di preservare una parte vitale per l’intero ecosistema. In cambio, la comunità internazionale avrebbe investito 3miliardi e 600 milioni di dollari, equivalenti al 50% degli introiti che il Governo ecuadoregno avrebbe ricevuto dalla vendita del petrolio. Purtroppo per il parco non c’è il lieto fine: pochi giorni fa il governo dell’Ecuador ha ammesso di aver ricevuto soltanto lo 0,37% della cifra stabilita (circa 13 milioni di dollari) decidendo di firmare il decreto per lo sfruttamento del campo petrolifero Tiputini. Poco importano a questo punto le dichiarazioni di Correa sulle avanzate tecniche di estrazione che in teoria dovrebbero ridurre l’impatto negativo sull’ambiente. Come se non bastasse, il presidente ha proposto un referendum per chiedere l'abolizione della carta stampata a uso dei media al fine di “ ridurre l’impatto ambientale”: un goffo tentativo di mettere a tacere la stampa sulla questione. Oltre il danno la beffa. Il sogno amazzonico si è così spezzato e l’eco delle trivelle rischia di far esplodere un altro conflitto sociale. Nella provincia dell’Orellana e del Pestaza vivono circa 3000 membri delle comunità Haorani e circa 300 indigeni tra Tagaeri e Taromenani. Queste comunità rifiutano, dal 1956, ogni tipo di relazione con la civiltà esterna anche a causa delle pressioni delle lobby (petrolio e legno) che da sempre rappresentano una minaccia alla vita della foresta e causa di sanguinosi conflitti tra comunità indigene, alcune più disposte a trattare con le imprese petrolifere. Questa decisione rappresenta una grande sconfitta per un Paese, l’Ecuador, troppo abituato a vedere gli interessi economici di pochi sovrastare il bene comune. A cura di Letizia Morino l.morino@slowfood.it

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August 22, 2013 at 05:07PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Al primo concorso nazionale di vignette Le api per un’agricoltura durevole, hann... Al primo concorso nazionale di vignette Le api per un’agricoltura durevole, hanno partecipato oltre 60 artisti da tutta Italia, per un centinaio di vignette in gara che con tanta ironia e grande creatività hanno raccontato la delicata tematica della moria delle api a causa dell'uso smisurato di pesticidi. Ora è tempo di votare le vostre vignette preferite! http://goo.gl/Inirpl http://on.fb.me/1d4HCyT

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August 22, 2013 at 12:55PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Hamburger sintetico, il kit dell'enologo e ora la birra sintetica... Dopo aver t... Hamburger sintetico, il kit dell'enologo e ora la birra sintetica... Dopo aver toccato il fondo si inizia a scavare!Notizie di cui potevamo fare a meno: arriva la birra in bustina - Slowine www.slowfood.it Un’altra aberrazione dopo l’hamburger sintetico è in arrivo in questo ultimo scampolo di estate: la birra in bustina. Da dove … Continua http://on.fb.me/1dvmLm5

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August 22, 2013 at 11:35AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Hamburger sintetico, il kit dell'enologo e ora la birra sintetica... Dopo aver t... Hamburger sintetico, il kit dell'enologo e ora la birra sintetica... Dopo aver toccato il fondo si inizia a scavare!Notizie di cui potevamo fare a meno: arriva la birra in bustina - Slowine www.slowfood.it Un’altra aberrazione dopo l’hamburger sintetico è in arrivo in questo ultimo scampolo di estate: la birra in bustina. Da dove … Continua http://on.fb.me/1dveONK

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August 22, 2013 at 10:34AM

mercoledì 21 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

A meno di un mese dall'inizio della manifestazione (è partito il countdown!) non... A meno di un mese dall'inizio della manifestazione (è partito il countdown!) non ci resta che scoprire i protagonisti di #Cheese2013 Chissà se c'è il vostro affinatore preferito ;) http://goo.gl/vQP9cy http://on.fb.me/16we6vZ

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August 21, 2013 at 05:36PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | La strategia (diabolica) degli Ogm del futuro http://bit.ly/18JLJdL ----------------------------------------- Piccoli Ogm crescono. Le piante transgeniche di domani non saranno concepite per produrre la tossina insetticida. No, la scienza va avanti. Saranno loro stesse l’insetticida, grazie a una strategia "diabolica" (così definita da Le Monde): quella del Rna, l’acido Ribonucleico, implicato nella replicazione del Dna, nella forma detta “interferente”. Dietro questa espressione si nascondete un fenomeno la cui scoperta è valsa la vincita del premio Nobel per la medicina nel 2006 a Craig Mello e Andrew Fire. Per capirlo, bisogna entrare un po’ nel meccanismo cellulare. All’interno del nucleo si trova il Dna, l’acido Desossiribo nucleico che contiene le informazioni genetiche necessarie alla biosintesi di proteine, molecole indispensabili per lo sviluppo e il corretto funzionamento della maggior parte degli organismi viventi. La fabbrica di queste proteine però si trova al di fuori del nucleo, nel citoplasma: quindi è necessario copiare l’informazione del gene, contenuto nel Dna nucleare, che corrisponde a quella determinata proteina e trasportarla all’esterno del nucleo. E questo è il fondamentale compito del Rna messaggero. Mello e Fire hanno scoperto che con l’aiuto di un Rna detto “interferente” si può intercettare questa comunicazione. Come?: incollando i frammenti di Rna interferente all’Rna messaggero. Con quali conseguenze? Il messaggio non giunge mai alla “fabbrica a proteine”, quindi la proteina non viene sintetizzata e il suo gene è come se fosse estinto. Questo fenomeno esiste in natura: gli organismi usano l’Rna interferente per bloccare l’attacco di un genoma esterno (un virus ad esempio), o anche per modulare l’espressione di certi geni. L’idea alla base delle sementi gm è quella di far produrre alle piante un micro Rna interferente riducendo al silenzio una proteina chiave necessaria ai parassiti. Una volta che questi sgraditi ospiti hanno finito di sgranocchiare il loro pranzetto, l’Rna interferente assimilato nasconderà e impedirà la produzione della proteina vitale. Dunque il parassita muore. La pianta in effetti si è trasformata in un veleno. Uno studio canadese pubblicato nel 2009 dimostra come questa sia una tecnica funzionale con molti tipi di parassiti ben conosciuti come il tribolio rosso della farina, l'afide del pisello o la sfinge del tabacco. Secondo quanto ci racconta Science nel numero speciale del 16 agosto dedicato ai parassiti, la prima pianta Gm con la tecnologia del Rna interferente dovrebbe arrivare sul mercato entro la fine del decennio. Le multinazionali sementire sono sul piede di guerra: la svizzera Syngenta ha acquistato nel 2012 l'impresa belga DevGen, specialista dell'interferenza Rna. Monsanto non è stata a guardare e sempre nel 2012 ha firmato un accordo con l’ Alnylam Pharmaceuticals altra industria campione in questa tecnologie. E sempre lo scorso anno i ricercatori Monsanto hanno pubblicato due articoli ( che potete leggere qui e qui ) dove spiegano di aver “ibernato”, sempre grazie a un interferente, un gene della Chrysomela delle radici del mais, un parassita che costa ogni anno un miliardo di dollari ai produttori statunitensi. La questione sui nuovi Ogm è vecchia: quali le conseguenze sull’ambiente? Sugli animali o sugli uomini che li mangeranno? Si è sempre pensato, e in molti continuano a pensarlo, che queste minuscole molecole sono troppo fragili per resistere al processo di digestione. Ma uno studio cinese pubblicato nel 2011 dalla rivista Cell Research ha insinuato il dubbio: i suoi autori affermano di avere trovato nel sangue umano Rna interferente proveniente da diverse piante, in particolare dal riso. Gli autori non fanno riferimento al futuro Ogm ma c’è chi ha messo in relazione le due cose è ha lanciato l’allarme e ha scritto una dettagliata analisi. Un lungo pamphlet che non è sempre corretto, per cui segnaliamo l’unica considerazione scientifica che ci pare sensata: prima di qualsiasi commercializzazione di una pianta transgenica che funziona sul principio dell’interferenza Rna bisognerà ovviamente prendere la precauzione elementare di verificare se il Rna scelto non andrà, malauguratamente, a estinguere un gene di homo sapiens o degli animali di allevamento. A cura di Michela Marchi m.marchi@slowfood.it

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August 21, 2013 at 03:37PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Piccoli #Ogm crescono e si preparano per il futuro. Ecco pronta una nuova tecnol... Piccoli #Ogm crescono e si preparano per il futuro. Ecco pronta una nuova tecnologia che punta su Rna nella forma detta interferente. Leggete, è un meccanismo semplice quanto "diabolico" http://goo.gl/biP8o3 http://on.fb.me/1bSIJxE

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August 21, 2013 at 03:25PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Earth Overshoot Day: aumenta il nostro debito ecologico http://bit.ly/158T5b5 ----------------------------------------- Oggi, 20 agosto, purtroppo, è l’Earth Overshoot Day 2013. Che cosa significa? Significa che l'umanità da oggi ha finito di consumare le risorse che il nostro Pianeta è in grado di produrre in un anno in modo sostenibile. Quindi, per arrivare al 31 dicembre 2013, da domani iniziamo a consumare il “capitale natura”, impoverendolo. È come se avessimo finito i soldi e iniziassimo a vendere il patrimonio della nostra famiglia, deprivandone i nostri figli. Stiamo consumando il “capitale natura”, diminuendo il patrimonio disponibile e la sua capacità di "produrre interessi", ovvero di generare le risorse necessarie alla nostra vita. Lo studio è stato fatto dal Global Footprint Network (centro di ricerca internazionale sulla sostenibilità) al quale collabora Rete civica italiana per comunicare nella nostra penisola l'evento dell'Overshoot Day.Stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità (da troppi anni ormai!).Occorre dunque diffondere una nuova cultura e secondo Slow Food il nostro modo di alimentarci, il nostro cibo quotidiano, può essere uno straordinario punto di partenza: ci riguarda tutti, non è così difficile come siamo portati a pensare, può essere un cambiamento all'insegna del gusto e del piacere. Le nostre guide della collana Mangiamoli Giusti possono essere un punto di partenza avviare quei piccoli ma importanti cambiamenti a partire dalla tavola e da alcuni gesti quotidiani. Clicca qui per il download gratuitoIl Global Footprint Network analizzala domanda dell’umanità di risorse ecologiche del pianeta (come ad esempio la produzione di cibo, le materie prime, l'assorbimento di anidride carbonica) — in altre parole l’Impronta ecologica dell’umanità (Ecological Footprint ) — rispetto alla capacità naturale di ricostituire quelle risorse e assorbire i rifiuti. I dati (scaricabili da questo link) del Global Footprint Network’s mostrano come in poco più di otto mesi, noi abbiamo usato una quantità di prodotti naturali pari a quella che il pianeta rigenera in un anno. Il resto dell’anno coincide con il “superamento”. Manterremo quindi il nostro deficit ecologico esaurendo le scorte di pesci, alberi e altre risorse, e accumulando rifiuti, come l’anidride carbonica in atmosfera e negli oceani. Al crescere del nostro livello di consumo - o di "spesa" - l'interesse che stiamo pagando su questo sempre più grande debito ecologico - foreste che si riducono, la perdita di biodiversità, il collasso della pesca, scarsità di cibo, la produttività dei terreni degradati e l'accumulo di anidride carbonica nella nostra atmosfera e negli oceani - non solo grava sull'ambiente ma mina anche le nostre economie. Il cambiamento climatico – che è provocato dall'emissione di gas serra ad un tasso più veloce di quanto possano essere assorbiti da foreste e oceani - è il più diffuso impatto dovuto al sovrasfruttamento ecologico. Nel 1961, l’umanità usava solo circa due terzi delle risorse ecologiche messe a disposizione dalla Terra. Allora, la maggior parte dei paesi aveva riserve ecologiche. Eppure, sia la domanda globale che la popolazione stanno aumentando. Nei primi anni '70, l’aumento delle emissioni di carbonio e la domanda umana di risorse cominciarono a superare ciò che il pianeta poteva metterci a disposizione in maniera rinnovabile. Siamo andati in overshoot ecologico.Debitori vs creditoriOggi, più dell’80% della popolazione mondiale vive in nazioni che utilizzano più di quanto i loro ecosistemi possono produrre in modo rinnovabile. Questi paesi “debitori ecologici” o prosciugano le loro risorse ecologiche o le prendono altrove. Ci vorrebbero quattro Italie per sostenerci. Se ognuno dovesse vivere come lo statunitense medio di oggi, ci vorrebbero quattro pianeti per sostenere la popolazione mondiale. In Qatar, il tipico residente richiede le risorse di sei Terre e mezzo. Non tutte le nazioni chiedono di più di quanto i loro ecosistemi siano in grado di fornire, ma anche le riserve di tali “creditori ecologici" come la Svezia si stanno riducendo nel corso del tempo. Non possiamo più sostenere un crescente divario economico tra ciò che la natura è in grado di fornire e quanto le nostre infrastrutture, economie e stili di vita richiedono. Mathis Wackernagel, presidente del Global Footprint Network e co-creatore dell'indicatore ambientale “Impronta ecologica” (Ecological Footprint) ci ricorda che «Affrontare tali vincoli ha un impatto diretto sulle persone. Popolazioni a basso reddito hanno difficoltà a competere con il resto del mondo per le risorse».

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August 21, 2013 at 01:37PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Una bellissima riflessione di Paolo Cianferoni sulle norme assurde in agricoltur... Una bellissima riflessione di Paolo Cianferoni sulle norme assurde in agricoltura: aggiungete i vostri esempi... Burocrazia tremenda!Essere fuori norma, in agricoltura - Slowine www.slowfood.it Come molti tra i condannati allo schermo del computer che ha scelto di non essere social ho lo zapping facile … Continua http://on.fb.me/12orAJr

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August 21, 2013 at 12:04PM

martedì 20 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Il "cibo" del futuro http://bit.ly/180xHlS ----------------------------------------- Nel film di Jean-Pierre Jeunette Delicatessen un macellaio di una Parigi post-apocalittica attirava nella sua bottega poveri disoccupati, macellati e venduti con grande piacere degli abitanti del quartiere, ormai disposti a tutto per mangiare un po’ di carne. Nel libro di Harry Harrison Largo!Largo! in una New York sovrappopolata e con le risorse naturali in esaurimento, i soylent cracker di soia e lenticchie sono l’unico cibo disponibile mentre l’acqua rimasta è presidiata dalla polizia. In un panorama come quello odierno, dove si prevede che la popolazione globale toccherà i nove miliardi entro il 2050, 2,5 in più rispetto a oggi, questi scenari noir non appaiono più così lontani. Come ormai tutti saprete in un laboratorio olandese un team di scienziati ha prodotto, a seguito di lunghe e costosissime ricerche, il primo hambuger artificiale realizzato coltivando in una soluzione nutritiva le cellule staminali prelevate dal muscolo di un bovino e con l’aggiunta di gustosissime uova in polvere, succo di barbabietola, pangrattato, sale e zafferano. Ingredienti necessari per aggiungere consistenza, sapore e colore alla carne altrimenti bianca. Un’invenzione voluta per fronte alla crescente domanda di carne, almeno questo è ciò che sostiene Mark Post, lo scienziato dell’università di Maastricht a capo del progetto da 330 mila dollari. Quello che forse non conoscete è la reazione di chi l’ha assaggiato. Pare che il gusto non si allontani da quello della carne vera anche se, affermano è «decisamente meno succosa». Qualcun altro dice che sembra «Una torta di proteine animali». Per quanto riguarda il prezzo hanno calcolato che un quintale di carne prodotta in laboratorio costerà il doppio rispetto a quella prodotta tramite macellazione. E ancora non si sa quando e se il prezzo potrà essere mai veramente accessibile ai più. Tra l’altro, secondo un sondaggio Cia (Confederazione italiana agricoltori) l’80% dei consumatori intervistati non approva la clonazione a fini alimentari. Mentre Coldiretti ci dice che tre italiani su quattro (il 73%) non mangerebbero l’hamburger in provetta nemmeno se cucinato da uno chef di fama. Se nel film Delicatessen è un manipolo di combattenti vegetariani provenienti dalle fogne a salvare i cittadini dal cannibalismo a noi il compito di preservare il patrimonio di biodiversità animale e vegetale per immaginare un futuro in cui il craker di soia non sia l’unica opzione al cibo in provetta. Ma voi, alla fine, mangereste un panino alla carne sintetica? Letizia Morino l.morino@slowfood.it Fonti: bbc.com Il Fatto Quotidiano

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August 20, 2013 at 05:52PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Ma voi, alla fine, mangereste un panino alla carne sintetica? goo.gl/kGM2m6 Ma voi, alla fine, mangereste un panino alla carne sintetica? goo.gl/kGM2m6Il "cibo" del futuro | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Nel film di Jean-Pierre Jeunette Delicatessen un macellaio di una Parigi post-apocalittica attirava nella sua bottega poveri disoccupati, macellati e venduti con grande piacere degli abitanti del quartiere, ormai disposti a tutto per mangiare un po’ di carne. Nel libro di Harry Harrison Largo!Largo!... http://on.fb.me/1eZPdug

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August 20, 2013 at 05:35PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Earth Overshoot Day 2013: abbiamo iniziato a svendere il patrimonio di famiglia... Earth Overshoot Day 2013: abbiamo iniziato a svendere il patrimonio di famiglia http://goo.gl/BZTjxLEarth Overshoot Day: aumenta il nostro debito ecologico | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto. www.slowfood.it Oggi, 20 agosto, purtroppo, è l’Earth Overshoot Day 2013. Che cosa significa?Significa che l'umanità da oggi ha finito di consumare le risorse che il nostro Pianeta è in grado di produrre in un anno in modo sostenibile. Quindi, per arrivare al 31 dicembre 2013, da domani iniziamo a consumare il “cap... http://on.fb.me/1eZg4qm

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August 20, 2013 at 12:54PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Fabio Giavedoni's Photos Slow Wine 2014: i giorni di Ferragosto sono stati proficui ... http://on.fb.me/16FBl9i

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August 20, 2013 at 09:19AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Meglio il Fiano o il Greco? - Slowine www.slowfood.it Appena archiviate le degustazioni per la guida Slow Wine, ecco che dopo solo una trentacinquina di giorni si presenta un … Continua http://on.fb.me/16rxOcf

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August 20, 2013 at 09:19AM

lunedì 19 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

Le parole del formaggio: in programma a Cheese un viaggio per imparare a degusta... Le parole del formaggio: in programma a Cheese un viaggio per imparare a degustare il formaggio e a descriverlo con il vocabolario appropriato, siate voi consumatori, osti o semplici gourmet http://goo.gl/VRqWQU http://on.fb.me/16ZX4ao

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August 19, 2013 at 05:24PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Tra le 50 più care del pianeta, non c'è nessuna etichetta italiana. Ma davvero c... Tra le 50 più care del pianeta, non c'è nessuna etichetta italiana. Ma davvero ci dispiace?Non siamo i più cari del mondo? E chi se ne frega! - Slowine www.slowfood.it Alcuni giorni fa è apparsa una classifica dei vini più cari del pianeta. Ci si lamentava che tra i primi … Continua http://on.fb.me/16ZLL25

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August 19, 2013 at 03:36PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Condividiamo e rilanciamo l'appello degli amici del WWF per salvare il parco del... Condividiamo e rilanciamo l'appello degli amici del WWF per salvare il parco del Virunga in Congo dalla devastazione delle trivelle http://goo.gl/PTIQKz http://on.fb.me/15ZIawa

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August 19, 2013 at 12:40PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Nessuna etichetta italiana tra le 50 più care del pianeta? Meglio, siamo buoni e... Nessuna etichetta italiana tra le 50 più care del pianeta? Meglio, siamo buoni e convenienti...Non siamo i più cari del mondo? E chi se ne frega! - Slowine www.slowfood.it Alcuni giorni fa è apparsa una classifica dei vini più cari del pianeta. Ci si lamentava che tra i primi … Continua http://on.fb.me/18F7VWz

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August 19, 2013 at 12:34PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Congo: le trivelle minacciano il parco del Virunga http://bit.ly/13Ltq4w ----------------------------------------- Nel cuore dell’Africa la prima area protetta del continente è a rischio. Il parco del Virunga, straripante di biodiversità, potrebbe essere presto invaso dalle trivelle petrolifere. Questa antica riserva, che nella Repubblica Democratica del Congo custodisce oltre 3000 specie tra cui il gorilla di montagna, potrebbe diventare a breve uno sterile terreno di estrazione petrolifera. Negli ultimi anni, il governo congolese ha ceduto a diverse multinazionali le concessioni per effettuare le esplorazioni necessarie e avviare lo sfruttamento delle risorse petrolifere. Gli accordi non hanno risparmiato il parco: l’85% della sua superficie (che copre quasi 800 mila ettari) è stato concesso per queste esplorazioni preliminari. Il parco è nato nel lontano 1925 per volere del re belga Alberto I e nel 1979 è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall'Unesco. Tra le sue verdi vallate e i suoi imponenti vulcani trovano protezione okapi, elefanti, ippopotami e un quarto degli esemplari di gorilla di montagna oggi sopravvissuti all'estinzione. Lo scorso maggio, la compagnia Total si è impegnata a rispettare i suoi confini, mentre la britannica Soco potrebbe far valere presto i suoi diritti all’interno dell’area protetta e compromettere gravemente i suoi delicati equilibri. Il Wwf ha denunciato la situazione lanciando una campagna e una petizione che potete firmare su wwf.panda.org. Per dimostrare il potenziale valore economico del parco, l'organizzazione ambientalista ha anche commissionato uno studio indipendente (The Economic Value of Virunga National Park). Secondo il rapporto, grazie allo sviluppo di attività sostenibili come l'eco-turismo e la pesca artigianale, si potrebbero generare utili annui di un miliardo di dollari e si potrebbero assicurare fino a 45 mila posti di lavoro, senza danneggiare il patrimonio ambientale. La rete di Slow Food è presente nella Repubblica Democratica del Congo con cinque Convivium attivi, uno dei quali ha sede proprio nella regione dell'area protetta. «Siamo molto preoccupati per il pericolo che incombe sul parco e vorremmo poter fare qualcosa» racconta il responsabile di Slow Food Butembo, Samson Kakule Mulengya. «La biodiversità ha un valore centrale per garantire il nostro futuro e con il Convivium stiamo facendo il possibile per promuoverne la tutela. Le nostre attività sono iniziate solo un anno fa, ma abbiamo già avviato diverse iniziative tra cui il progetto dei Mille orti in Africa». «Il benessere delle comunità locali non può essere calpestato in nome del profitto immediato delle grandi imprese straniere» commenta Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità. «In un paese già martoriato per anni da una guerra atroce, il parco del Virunga deve essere assolutamente tutelato. È necessario promuovere una gestione attenta e condivisa delle risorse che abbia nella salvaguardia dell'ambiente il suo fondamento.» Per promuovere questo obiettivo, Slow Food sta realizzando nella Repubblica Democratica del Congo diverse attività tra cui il progetto dei Mille orti in Africa. Nel paese sono stati inaugurati una ventina di orti comunitari: in ognuno di essi la coltura delle varietà tradizionali di ortaggi è una sorta di piccolo baluardo simbolico per affermare il valore della sovranità alimentare di ogni comunità.Fonti:wwf.panda.orgwhc.unesco.orgPer saperne di più:wwf.it/petizione_virunga.cfmThe Economic Value of Virunga National Park Mille orti in Africa www.slowfood.com/landgrabbinglandgrabbing@slowfood.com

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August 19, 2013 at 10:37AM

mercoledì 14 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Importante vittoria pacifista: in Alta Murgia annullate le esercitazioni militari http://bit.ly/17pjzni ----------------------------------------- Finalmente abbiamo raggiunto il primo obiettivo: è grande la soddisfazione di Slow Food Condotta delle Murgie, Slow Food Puglia e Slow Food Italia per l'annuncio dell’annullamento delle esercitazioni a fuoco nell'area del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, cui si aggiunge la presumibile sospensione delle esercitazioni in programma per il mese di settembre. La battaglia, in corso ormai da anni, finalmente è stata vinta preservando il territorio dalle incessanti e devastanti operazioni militari che hanno finora messo a repentaglio l’equilibrio ambientale dell’area. Attività purtroppo sostenute da impianti legislativi che hanno contribuito alla depauperazione e la desertificazione del suolo agricolo (in particolare tramite spietramento e “set a side” regolarmente finanziati) già segnalati da Slow Food Murge dal 2004. Alla protesta, decisiva e coinvolgente, hanno aderito senza esitazione associazioni e società civile, unite inel difendere una questione di interesse nazionale e non solo territoriale. Da settembre le esercitazioni militari saranno sostituite da attività di addestramento differenti e compatibili con la tutela e del territorio e valorizzazione del Parco. Anche il presidente Giampiero Sammuri di Federparchi non può che ritenersi soddisfatto per l’ottimo risultato ottenuto grazie alla decisione della Commissione di Difesa del Senato. Un provvedimento che speriamo sia di buon auspicio e che si estenda a tutte le aree protette nazionali interessate da attività militari. Il nostro impegno è ora rivolto a costruire nuovo modo di vivere la Murgia che valorizzi le attività silvo pastorali e assecondi i ritmi naturali e le potenzialità agro-zootecniche del vasto crostone agricolo murgiano. Michele Polignieri Condotta Slow Food delle Murge

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August 14, 2013 at 04:37PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Che da queste parti ci piaccia assai la tradizione si sa... e allora ecco qualch... Che da queste parti ci piaccia assai la tradizione si sa... e allora ecco qualche dritta per il classicone di Ferragosto con gli abbinamenti vinosi suggeriti dalla redazione di Slow Wine. Allacciate il grembiule!Grigliatona di Ferragosto - Slowine www.slowfood.it Grembiule e forchettone alla mano siamo tutti pronti per l’attesa quanto inevitabile grigliatona di Ferragosto. Che scegliate carne o pesce, … Continua http://on.fb.me/14Lc3a6

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August 14, 2013 at 12:25PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Consigli Slow: grigliatona di Ferragosto http://bit.ly/13jA2fG ----------------------------------------- Grembiule e forchettone alla mano, siamo tutti pronti per l’attesa quanto inevitabile grigliatona di Ferragosto. Che scegliate carne o pesce, formaggi o verdure ecco alcune accortezze per un pranzo indimenticabile.FuocoIl consiglio è di preferire la legna alla carbonella: eviterete quantità indesiderate di ossido di carbonio e soprattutto ne guadagnerete in gusto. Per il pesce vi consigliamo l’olivastro che rilascia una gradevole affumicatura senza coprire il gusto. Se a disposizione, sono ottimi anche il lentischio, la ginestra e il cisto. L’importante è evitare legni teneri che tendono a bruciare troppo velocemente, e quelli resinosi, che producono aromi sgradevoli. Niente pino!!! Per la carne potete utilizzare ceppi di quercia, ciliegio, melo, faggio, pioppo e potature di vite. Senza disboscare il circondario…Bando alla fretta Da non dimenticare che la legna ha bisogno di almeno un’ora per trasformarsi in brace: meglio iniziare ad accendere il fuoco durante l’aperitivo, quando l’appetito ancora è sotto controllo.Carboni ardenti Occhio a sistemare la legna in modo da fare l’aria di circolare tra gli strati. Usate la carta avviare il fuoco, assolutamente non combustibili liquidi. Intanto che la legna si consuma, potete pulire la graticola adagiandola sulla fiamma viva e aiutatevi con una spazzola metallica e un panno. Mi raccomando, i carboni devono essere roventi prima di iniziare: niente pezzi neri tra le braci ed è preferibile che siano coperte da un velo di cenere.Regolare la temperatura La maggior difficoltà della cottura alla brace sta ottenere la temperatura giusta: regolate le scanalature del vostro barbecue e allontanate la griglia dalle braci secondo necessità e usate la cenere per aumentare o abbassare il calore (se la cenere viene rimossa la temperatura aumenta).Si griglia! Per aromatizzare la vostra grigliata, potete gettare sulle braci qualche rametto di rosmarino o bacche di ginepro. Ovviamente, cibi diversi richiedono temperature e tempi diverse: per esempio pesci magri in genere devono essere cotti a fuoco medio-basso; i pesci grassi vanno invece cotti a fiamma più viva, senza tuttavia eccedere. Per la cottura delle verdure che tendono a seccarsi, come per esempio le melanzane, meglio farle prima marinare, per poi cuocerle a una temperatura moderata e coperte con un foglio di alluminio. Per la carne occhio a trovare l’equilibrio tra il calore della graticola e quello della sorgente, da modulare in base allo spessore e al tipo di carne da cuocere un calore eccessivamente elevato tenderà a cuocere solo in parte l’interno dell’alimento, mentre una graticola troppo calda rischia di bruciacchiare le parti che si trovano a contatto con essa; mentre un calore troppo basso non conferirà sapore alla carne.Si beve!!! Se grigliate verdure, pollo o pesci di fiume un po' grassottelli ottimo è il Grignolino d'Asti di Luigi Spertino (Piemonte). Va servito fresco mettendolo qualche minuto nel ghiaccio per arrivare ai 14 gradi. La temperatura bassa ne esalta la speziatura tanto che diventa un vino molto beverino, complesso e invitante. Succoso al punto giusto e con un tannino che invita a berne un altro bicchiere e poi ancora un altro... Ma mi raccomando le chiavi della macchina datele a chi non ha bevuto questo Grignolino! Per grigliate di maiale e salsicce: Il Chianti Rufina di fattoria Selvapiana (Toscana). Un Vino Quotidiano che in enoteca costa meno di 10 euro a bottiglia. Grazie alla sua acidità assai spiccata e a un naso complesso di frutti di bosco e di fragola riesce a nobilitare e sgrassare la carne di maiale. Ottimo anche in abbinamento con le salsicce, vista la sua franca speziatura. Ottima beva, da servire al massimo a 16 gradi. Per il pesce e le verdure: il Grillo Ariddu di Valdibella (Sicilia). Un’etichetta profumatissima, che ricorda gli agrumi e i fiori di arancio della terra che lo vede nascere. Acidità spiccata e questo favorirà anche il matrimonio con molluschi e crostacei. Prezzo molto conveniente (7 euro), da servire fresco, ma mai ghiacciato. Diciamo a una temperatura di 12 gradi. Anche in questo caso vale la raccomandazione già fatta per il Grignolino, è un vino pericoloso, perché sembra leggero ed è talmente buono che si rischia di esagerare, quindi le chiavi dell\'auto mettetele nelle mani degli astemi!Sfizioso dessert I fichi cotti con la buccia possono accompagnare un gelato o una crema dolce… A cura di Michela Marchi e Giancarlo Gariglio m.marchi@slowfood.it g.gariglio@slowfood.it

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August 14, 2013 at 12:22PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Come si fa e soprattutto cosa si beve???? mettete in fresco i vini che vi consig... Come si fa e soprattutto cosa si beve???? mettete in fresco i vini che vi consigliamo in questo pezzo molto utile per la giornata di domani...Grigliatona di Ferragosto - Slowine www.slowfood.it Grembiule e forchettone alla mano siamo tutti pronti per l’attesa quanto inevitabile grigliatona di Ferragosto. Che scegliate carne o pesce, … Continua http://on.fb.me/1a3SISI

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August 14, 2013 at 11:49AM

martedì 13 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

Piatti estivi, che ne dite di un bel carpione? Ricette e suggerimenti su dove tr... Piatti estivi, che ne dite di un bel carpione? Ricette e suggerimenti su dove trovare alcune delle versioni migliori http://goo.gl/lUl9tv http://on.fb.me/17lSIZ8

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August 13, 2013 at 12:40PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Grazie agli amici di Sale & Pepe :) Grazie agli amici di Sale & Pepe :)Timeline Photos Letture estive - Cinque Terre e Golfo dei Poeti. Tra mare e cielo, vigneti e colori: da Levanto a Portovenere, la val di Magra e la val di Vara. E non c'è altro da aggiungere, essendo le Cinque Terre un vero paradiso. Lo trovate qui: http://bit.ly/18aJoZh http://on.fb.me/14sAhPq

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August 13, 2013 at 12:25PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Giardini on the road http://bit.ly/16dY3Fj ----------------------------------------- L’aria cittadina diventa irrespirabile? Il verde pubblico scarseggia? Gli alberi sono solo un ricordo? In Spagna provano a porre rimedio con una linea di bus “verde” con un giardino sul tetto. Ma non è un’operazione di greenwashing, è un esperimento per ridurre la quantità di Co2 nell’aria provando a neutralizzare le emissioni con l’ossigeno prodotto dalle piante. Nonché una buona trovata per attrarre i turisti. I sempre buoni due piccioni con una fava. Così da qualche tempo a Girona – bella cittadina nei pressi di Barcellona – circola la linea Autocultural, un classico autobus con un sottile strato di componenti idroponici sul tetto, che consentono di far crescere delle piantine basse senza aggravare la struttura del mezzo con il peso normale del terriccio. Il giardino viene poi innaffiato manualmente oppure sfruttando l'acqua emessa dal sistema di aria condizionata di bordo. Il progetto spagnolo, Phyto Kinetic, è stato ideato da Marc Granen, arredatore d'esterni e paesaggista: «La mia missione - ha spiegato al Sunday Times - è quella di espandere l'area verde urbana, aumentando l'assorbimento di Co2, dando nel contempo al trasporto una nuova attrazione ecologico-turistica». La società dei trasporti pubblici di Barcellona sta valutando se adottare l’Autocultural e sta cercando di trovare autisti con il pollice verde, che non si dimentichino di innaffiare il tetto. L'idea non è nuova: nel 2010, Marco Castro Cosio, studente della New York University, aveva progettato il 'Bus Roots' che spiegò: «Se faccessimo crescere un giardino sul tetto di ognuno dei 4.500 autobus dell'area metropolitana avremo 35 acri di verde in più, l'equivalente di quattro Bryant Park», circa 14 campi da calcio... Non male Fonte: Ansa.it, Sunday Times

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August 13, 2013 at 11:53AM

Slow Food Condotta del Tortonese

A tutti i vacanzieri in ascolto: ecco i vini di mare assolutamente da non perder... A tutti i vacanzieri in ascolto: ecco i vini di mare assolutamente da non perdere. Dall'arcipelago campano a quello toscano, passando per Sant'Antioco e Pantelleria. Cin cin e buoni giorni Slow!Vini d'isola, Vini di mare - Slowine www.slowfood.it L’Italia è forse il Paese che può vantare il maggior numero di ettari vitati che si affacciano sul mare e, … Continua http://on.fb.me/146ohUC

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August 13, 2013 at 11:25AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Vigneti dimenticati e vitigni autoctoni: chardonnay, cabernet, pinot grigio, mer... Vigneti dimenticati e vitigni autoctoni: chardonnay, cabernet, pinot grigio, merlot, ecc…Piccoli nuovi Vignaioli crescono... - Slowine www.slowfood.it Abbiamo letto con curiosità l’articolo apparso il 10 agosto sul Sole 24 Ore dal titolo: “Il vino entra nel mirino … Continua http://on.fb.me/146g42G

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August 13, 2013 at 10:35AM

lunedì 12 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

Cono o coppetta? Ecco il gelato artigianale secondo Slow Food con segnalazioni l... Cono o coppetta? Ecco il gelato artigianale secondo Slow Food con segnalazioni lungo tutto lo Stivale. E diteci, qual è la vostra gelateria preferita? Dove? http://goo.gl/fjA7ly http://on.fb.me/17jxB9U

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August 12, 2013 at 05:24PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Clima e viticoltura sono legati a doppio filo. Per questo l’influenza del mare s... Clima e viticoltura sono legati a doppio filo. Per questo l’influenza del mare sulle condizioni atmosferiche rende intrigante lo studio dei vini che nascono a pochi passi dal Mediterraneo. In quelle bottiglie si può percepire l’energia sviluppata dalle acque e quanto questa influenzi il risultato finale.Vini d'isola, Vini di mare - Slowine www.slowfood.it L’Italia è forse il Paese che può vantare il maggior numero di ettari vitati che si affacciano sul mare e, … Continua http://on.fb.me/17jnUbv

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August 12, 2013 at 04:19PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Gelaterie artigianali: le nostre segnalazioni http://bit.ly/18p8ovM ----------------------------------------- Sana e gustosa fonte di refrigerio, il gelato artigianale vanta diversi progenitori e una storia iniziata probabilmente intorno al IV secolo a.C. Pare siano stati i cinesi i primi a pensare di raffreddare con ghiaccio o neve miscele dolci o profumate; anche gli antichi greci e romani preparavano una ricetta simile, ma furono gli arabi a diffondere la cultura del sorbetto (sharba) in Occidente. Il padre del gelato moderno, refrigerato con miscele di acqua e salnitro, sarebbe invece un italiano, l’architetto e scenografo fiorentino Bernardo Buontalenti, vissuto nel XVI secolo. Pasticcieri e gelatieri toscani, “importati” in Francia da Caterina de’ Medici, avrebbero diffuso la ricetta nel resto d’Europa. Fin qui, però, non si utilizzavano né latte né uova: il primo gelato alla crema nacque circa un secolo dopo alla corte d’Inghilterra. A cavallo tra Ottocento e Novecento, la diffusione del gelato presso i ceti popolari ebbe un notevole impulso grazie all’abbassamento dei costi di produzione e al miglioramento delle tecniche di refrigerazione: alle coppe baroccheggianti servite ai tavolini dei caffè si affiancarono così i più umili gelati da passeggio, acquistabili presso i numerosi e pittoreschi carretti ambulanti in giro per la città. Fin qui la storia passata. Le cronache degli ultimi trent’anni hanno registrato, purtroppo, un proliferare di piccole e grandi gelaterie che di artigianale hanno sempre meno. Le materie prime “vere” (latte fresco, uova, zucchero, cioccolato, frutta di stagione…) oggi sono spesso soppiantate dai cosiddetti semilavorati, prodotti pronti per l’uso forniti dall’industria alimentare: paste e aromi da mescolare o, addirittura, miscele già dosate, da versare direttamente nel mantecatore e pronte in 20 minuti. Il risultato è stato un totale appiattimento della qualità. La concorrenza tra gelatai si è spostata sul terreno della quantità e i gusti sono aumentati in maniera esponenziale. Si tratta perlopiù di strane combinazioni, dai nomi e dai colori improbabili, frutto di mode passeggere e studiate unicamente per sorprendere. Per fortuna, a ben cercare, l’Italia è ancora ricca di artigiani che selezionano attentamente le materie prime e curano ogni passaggio della lavorazione, proponendo – in numero non sterminato ma sufficiente a soddisfare ogni voglia – gelati genuini, dai sapori ben definiti e strettamente legati alla stagionalità. Scopriamo alcuni di questi artigiani in un immaginario giro d’Italia.Dove? Partiamo la nostra carrellata con il Piemonte: a Mondovì, la gelateria Lurisia, in via Einaudi 2, propone ottimi gelati artigianali realizzati utilizzando materie prime di stagione e di grande qualità. A Torino molte sono i luoghi per un ottimo gelato, dallo storico Florio (in via Po) al più recente Marchetti (in corso Vittorio Emanuele). In via Quaranta 3-7 a Milano, Cream Garden offre gelati di qualità con tracciabilità dei prodotti utilizzati e prezzi corretti.A Verona, in piazza San Zeno, Zeno Gelato & Cioccolato propone gelati di frutta di stagione e prodotti tipici locali. A Cordenone (Pn), in via Sclavons 75, Alessandro e Tiziana Scian preparano gelati di altissima qualità con materie prime fornite dai migliori produttori italiani, compresi alcuni dei Presìdi Slow Food. A Roma da quasi sessant’anni il re del gelato è Mauro Petrini (piazza dell'Alberone 16 A): grande cura nella scelta delle materie prime e rigorosa stagionalità. Materie prime quali le nocciole della varietà tonda gentile e i pistacchi di Bronte, e rifiuto assoluto di addensanti e sciroppi, sono i punti di forza della gelateria Pasqualetti di Orvieto (piazza del Duomo 14). Gelato artigianale con attenzione alla scelta delle materie prime, a Napoli da Fantasia Gelati, in via Toledo 381 (altri punti vendita in piazza Vanvitelli 22 e in via Cilea 80). A Noto (Sr), in corso Vittorio Emanuele 125, al Caffè Sicilia dei fratelli Assenza irrompono d’estate granite e gelati di limone, mandarini, mandorle, gelsi neri, fragoline di bosco, basilico. Di Carlo Petrini, da Cibo, La Repubblica

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August 12, 2013 at 03:52PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Mojito e limoncello, che frutto uso? http://goo.gl/r1Fdic Mojito e limoncello, che frutto uso? http://goo.gl/r1Fdic http://on.fb.me/1csMa1N

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August 12, 2013 at 12:10PM

venerdì 9 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

La redazione di Slow Wine alle prese con la degustazione dei vini sardi La redazione di Slow Wine alle prese con la degustazione dei vini sardiSugheri e buoi dei paesi tuoi - Slowine www.slowfood.it Abbiamo appena terminato di assaggiare i vini della Sardegna, per la redazione di Slow Wine 2014. Non vi anticipiamo (ovviamente) … Continua http://on.fb.me/135I2AL

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August 09, 2013 at 02:24PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Durante gli assaggi dei vini della Sardegna il problema del tappo si è presentat... Durante gli assaggi dei vini della Sardegna il problema del tappo si è presentato pressoché a ogni batteria, in percentuali di gran lunga superiori alle solite. La Sardegna vende esporta il sughero buono e si tiene quello difettoso?Sugheri e buoi dei paesi tuoi - Slowine www.slowfood.it Abbiamo appena terminato di assaggiare i vini della Sardegna, per la redazione di Slow Wine 2014. Non vi anticipiamo (ovviamente) … Continua http://on.fb.me/13T7iF3

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August 09, 2013 at 12:34PM

giovedì 8 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

Il Collettivo Viti-Vinicolo Viglianese, una storia di vino, di amicizia e di amo... Il Collettivo Viti-Vinicolo Viglianese, una storia di vino, di amicizia e di amore..leggete gente, leggete!!!!La Barbera del CVVV - Slowine www.slowfood.it Questa è la storia del Collettivo Viti-Vinicolo Viglianese (CVVV), acronimo che inventammo nel 2005, al momento della sua costituzione, per … Continua http://on.fb.me/178W69A

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August 08, 2013 at 05:24PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Una storia di vino, di amicizia e di amore. L'ideale per questo caldo e romantic... Una storia di vino, di amicizia e di amore. L'ideale per questo caldo e romantico agosto...La Barbera del CVVV - Slowine www.slowfood.it Questa è la storia del Collettivo Viti-Vinicolo Viglianese (CVVV), acronimo che inventammo nel 2005, al momento della sua costituzione, per … Continua http://on.fb.me/15f38H8

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August 08, 2013 at 05:04PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Se vi dico vastedda, piacentinu e maiorchino…cosa rispondete? venite a Cheese a... Se vi dico vastedda, piacentinu e maiorchino…cosa rispondete? venite a Cheese a scoprire i formaggi di questa bellissima regione italiana! vi aspettiamo!! http://goo.gl/X8Rp6T http://on.fb.me/16CkcvB

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August 08, 2013 at 03:54PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Ciao Italo http://bit.ly/16wCZ9x ----------------------------------------- Italo Seletto ci ha lasciati. Collaboratore di Slow Food per oltre 20 anni e Fiduciario della Condotta Slow Food di Alba, era una persona solare, impegnata, solidale, fraterna, capace di coinvolgere le persone e farle sorridere; aveva le idee e conosceva il modo giusto per fare gruppo e realizzarle. Italo ha saputo sensibilizzare gli amici e i soci sul progetto Mille orti in Africa, ha portato avanti iniziative legate ai prodotti delle carceri con l\'iniziativa “Vale la pena”, e negli ultimi anni ha lavorato incessantemente al Mercato della Terra di Alba, facendolo diventare davvero momento di socialità e importante vetrina per i produttori locali. Ma soprattutto vogliamo ricordare la sua umanità, il suo costante ottimismo e la sua capacità di guardare sempre al futuro associativo e al coinvolgimento di tante persone sui progetti di Slow Food. Per tutto questo il suo ricordo e la sua memoria ci aiuteranno ad andare avanti. Ciao Italo

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August 08, 2013 at 12:36PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Tutti a Torre Guaceto! http://bit.ly/17z6sPh ----------------------------------------- Dal 9 agosto al 11 agosto, dalle 19.30 fino alle 24, nel cortile del Centro Visite della Riserva di Torre Guaceto, immerso tra le vie degli orti botanici, tornano, anche quest’anno, i Mercati della Terra e del Mare di Torre Guaceto, nella splendida provincia di Brindisi. Organizzati dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus e dal Consorzio di Torre Guaceto, coinvolgono circa 30 produttori pugliesi. In programma i Dialoghi in piazza, appuntamenti per parlare di cibo, paesaggio, bambini e cinema, a cui partecipa anche Carlo Petrini; i Laboratori del Gusto, per scoprire abbinamenti e sapori inusuali, e i Racconti di Terra Madre, spettacoli culturali per grandi e piccini. Da non perdere le Lezioni di astronomia, una volta spente le luci dei mercati, e gli appuntamenti Meglio tardi che mai, cocktail, racconti e musica per la notte a cura di Michele Di Carlo. Scopri il programma completo su http://bit.ly/1ceNl4Y

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August 08, 2013 at 10:37AM

mercoledì 7 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

I nuovi formaggi del Regno Unito, il profumato Comté dello Jura o i segreti dell... I nuovi formaggi del Regno Unito, il profumato Comté dello Jura o i segreti delle Birre Antiche…avete già scelto i vostri Laboratori del Gusto a Cheese? Affrettatevi, i posti sono quasi esauriti!! http://goo.gl/ZFXKH9Laboratori del Gusto | Cheese 2013 | Le forme del latte | 20-23 Settembre, Bra | Slow Food cheese.slowfood.it Apre il ciclo degli appuntamenti con l’educazione al gusto quello dedicato ai formaggi che rischiano di scomparire, una perdita che si traduce nel venir meno di sapori e aromi che fanno parte della cultura e dell’identità di intere comunità. Per questo Slow Food ha lanciato, con il progetto Arca del... http://on.fb.me/13MQgbD

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August 07, 2013 at 04:39PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Allora, avete deciso con chi venire a Cheese?Ecco gli appuntamenti in programma... Allora, avete deciso con chi venire a Cheese?Ecco gli appuntamenti in programma per le famiglie e per le scuole...non mancate! http://goo.gl/Ws98zZ http://on.fb.me/199KlW8

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August 07, 2013 at 12:40PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Usa: la settimana nazionale dei Farmers Market http://bit.ly/15MTYW3 ----------------------------------------- Questa è la settimana dedicata ai Farmers Market, inaugurata ufficialmente al mercato contadino di Columbia Heights, nella capitale. Il segretario all\'agricoltura Tom Vislack ha annunciato che ad oggi sono 8144 i Farmers Market censiti nella National Farmers Market directory, l’albo nazionale dei mercati degli agricoltori, rispetto ai circa 5000 del 2008. «I Farmers Market svolgono un ruolo centrale nel sistema alimentare del nostro paese», ha commentato Vislack. «Non solo forniscono vantaggi agli agricoltori che cercano importanti opportunità di reddito, ma contribuiscono anche a rispondere alla crescente domanda dei consumatori di alimenti freschi e sani. Negli ultimi anni, il Dipartimento dell’agricoltura statunitense, (Usda) ha incrementato gli sforzi per sostenere le opportunità di commercializzazione locali e regionali per i produttori, tra l'atro modernizzando l'albo dei Farmers Market per connettere meglio agricoltori, consumatori, comunità e imprese di tutto il paese». I cibi locali e la commercializzazione dirette, compresa quella che avviene nei mercati degli agricoltori, sono uno dei segmenti del settore agricolo in più rapida crescita, sottolinea un comunicato dell'Usda. Secondo l'ultimo censimento dell'agricoltura, le vendite dirette degli agricoltori a singoli consumatori sono cresciute di circa il 50% tra il 2002 e il 2007. Le vendite di cibi locali, che nel 2005 valevano circa un miliardo di dollari, sono cresciute a 4,8 miliardi nel 2007 fino a raggiungere lo scorso anno quasi 7 miliardi di dollari. Per i negozi e le imprese delle grandi città avere vicino un Farmers Market significa godere di un aumento medio del giro d'affari che va dai 19.000 dollari ai 15 milioni, stando ai dati pubblicati da una ricerca del 2012. Anche Slow Food crede da sempre nelle potenzialità dei mercati locali, e proprio per questo ha lanciato qualche anno fa il progetto dei Mercati della Terra, che ora coinvolge numerosi Paesi, dall’Italia al Libano, dalal Bulgaria a Israele. I Mercati della Terra sono gestiti collettivamente, luoghi di incontro dove i produttori locali presentano prodotti di qualità direttamente ai consumatori, a prezzi giusti e garantendo metodi di produzione sostenibili per l'ambiente. Inoltre, preservano la cultura alimentare delle comunità locali e contribuiscono a difendere la biodiversità. Nel 2011 è stato inaugurato il primo Mercato negli Stati Uniti, a Greenville, South Carolina. Scopri il Mercato più vicino a te sul sito dei Mercati della Terra. Fonte: Agrapress

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August 07, 2013 at 09:37AM

Slow Food Condotta del Tortonese

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August 07, 2013 at 01:38AM

martedì 6 agosto 2013

Slow Food Condotta del Tortonese

Oggi andiamo in Francia, su negli alpeggi, per una chiacchierata con Adrien Lahi... Oggi andiamo in Francia, su negli alpeggi, per una chiacchierata con Adrien Lahittete, produttore dei formaggi di malga del Béarn, Presidio Slow Food che sarà a Cheese! http://goo.gl/47V9ae http://on.fb.me/15E7Q7i

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August 06, 2013 at 12:24PM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Etiopia: la più grande centrale idroelettrica dAfrica http://bit.ly/14fA32g ----------------------------------------- Scontri di piazza e instabilità politica sono soltanto alcuni dei problemi dell’Egitto di oggi. Il governo ad interim succeduto a quello dell’ex presidente Mohamed Morsi oltre a traghettare il Paese fuori da una difficile recessione economica dovrà trovare una soluzione alla grande diga che l’Etiopia sta costruendo vicino al confine con il Sudan e che minaccia di bloccare il flusso del Nilo, una risorsa essenziale per la sopravvivenza del Paese. La Grand renaissance dam (Grd), questo il nome del mega progetto voluto dal governo etiope, ha un costo stimato di 4,7 miliardi di dollari e la sua realizzazione è stata assegnata da Addis Abeba all’italiana Salini Costruttori. L’intervento sarà finanziato direttamente dal governo etiope attraverso l’emissione di obbligazioni da collocare sul mercato interno e con un contributo di 1,8 miliardi di dollari da parte del governo cinese. Secondo diverse stime, a pieno regime, la Grd avrà una capacità produttiva di energia elettrica pari a 5000 Mw/anno e secondo i piani dell’Etiopia agirà da catalizzatore sull’economia di un Paese dove il 30 per cento delle persone vive sotto la soglia di povertà, l’80 per cento non ha accesso diretto all’elettricità e il pil pro capite annuo è di 1.200 dollari, tra i più bassi del mondo. Una volta completata la Grd dovrebbe garantire una crescita annuale del Pil tra il 3 e il 5 per cento per almeno dieci anni. La paura del Cairo è che la diga rallenti la portata del Nilo verso l’Egitto e danneggi un settore agricolo che dà lavoro a quasi un terzo della popolazione egiziana. Così quando qualche settimana fa il vicepremier etiope ha tagliato il nastro per celebrare l’avvio dei lavori, l’Egitto è andato su tutte le furie. Morsi, ancora presidente, ha convocato una seduta di emergenza per discutere possibili risposte e ritorsioni «alla provocazione etiope». Alcuni dei politici e dei generali presenti alla seduta hanno suggerito di bombardare la diga, altri di attaccarla per prevenire il suo completamento e lo stesso Morsi ha dichiarato che «nessuna opzione è fuori discussione» e che «ogni goccia del Nilo sarà difesa con il sangue». Frasi dure che non lasciano prevedere nulla di buono. Oggi lo sfruttamento delle acque del Nilo è regolato da un accordo firmato nel ’29 sotto l’egida di Londra quando il Regno Unito era ancora la potenza coloniale della regione. Secondo il trattato, rimasto da allora immutato, Egitto e Sudan hanno diritto di controllo sul 90 per cento delle risorse del Nilo e il potere di veto su qualsiasi nuovo intervento volto a modificare il percorso e la portata del fiume più lungo d’Africa. Il problema è che nessuna delle principali sorgenti del Nilo si trova nei Paesi privilegiati dagli accordi del ’29. E sono anni che gli altri Paesi della regione – sopratutto Etiopia e Uganda dove sono collocate le due principali sorgenti – reclamano un cambiamento degli accordi e una ripartizione più equa di una risorsa preziosa che i locali chiamano «oro blu». Ma la disputa sulle acque del Nilo non è però necessariamente un gioco a somma zero. Al di là di nazionalismo e orgoglio, Egitto ed Etiopia saranno costretti a trovare un compromesso e a valutare i possibili benefici di lungo periodo che la diga potrebbe portare ai due Paesi. Come? Secondo Bloomberg, mostrando prima di tutto di voler ratificare quanto le autorità di Addis Abeba hanno già più volte ribadito: che la diga non sarà usata per alimentare un nuovo sistema di irrigazione, ma soltanto per la produzione di energia elettrica. In cambio di questa garanzia il governo egiziano dovrebbe ammettere che la Grd non è necessariamente una condanna per il settore agricolo del Paese e al contrario che la sua costruzione può essere l’occasione per riconvertire le colture del Paese concentrandosi su raccolti a maggior valore aggiunto e minor utilizzo d’acqua: per esempio frutta invece di grano. I possibili punti di incontro tra i due Paesi non finiscono qui. Per essere in funzione, a pieno regime, la diga deve bloccare 74 miliardi di metri cubi d’acqua dietro le sue mura. L’Etiopia ha dichiarato che vuole raggiungere questo obiettivo entro il 2017; potrebbe invece ritardare la tabella di marcia di qualche anno in modo da dimostrare la propria buona volontà e dare più tempo all’Egitto di adattarsi al ridotto flusso del Nilo. E ancora, Addis Abeba sembra disposta a offrire all’Egitto, Paese che importa il 90 percento circa dell’energia che consuma, la possibilità di comprare parte della produzione della diga a un prezzo di vantaggio. L’Egitto dovrebbe inoltre considerare che se la diga porterà davvero a un rilancio dell’economia etiope, il Paese diventerebbe un importante mercato di sbocco per la sua industria in affanno. Punti in comune per un compromesso dunque esistono. I toni di guerra di queste ultime settimane possono far paura, ma non sono garanzia di un disastro imminente. Nonostante il nuovo governo ad interim egiziano sia debole, la piazza rabbiosa e la crisi economica impellente, una soluzione pacifica nell’interesse di tutti è alla portata di mano. Articolo di Alberto Mucci Fonte: Linkiesta Foto: Linkiesta

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August 06, 2013 at 09:37AM

Slow Food Condotta del Tortonese

Sloweb | Cosa perdiamo senza geografia http://bit.ly/16r0px5 ----------------------------------------- Dalle mie parti, per indicare qualcuno su cui non è possibile fare affidamento, sulla cui opinione è meglio non contare, si dice che "non sa da che parte è girato", ed espressioni simili ci sono in altre lingue, come lo spagnolo "no saben donde están parados". Pare che il buon senso popolare opponga un'inappellabile diffidenza verso chi non si sa orientare nello spazio. Non conosce i posti in cui si trova, non riconosce i riferimenti di base quando li vede. Si è appena chiuso il quarto anno scolastico dopo il cosiddetto "Riordino Gelmini" e il prossimo anno sarà quello in cui si diplomeranno i primi ignoranti autorizzati in fatto di geografia. È una cosa a cui penso spesso nei miei tanti viaggi. Penso a quanto oggi è possibile sapere e conoscere, di un territorio, anche senza spostarsi. Però... Internet certamente è una risorsa preziosa, la globalizzazione ci ha consentito l'accesso a una mole di informazioni che a volte persino intimidisce. Ma avere l'accesso alle informazioni non significa, di per sé, acquisire competenze. Per quelle ci vuole un processo più lungo e possibilmente ben guidato, che si chiama, genericamente, scuola. E invece molti studenti, e purtroppo ormai anche tanti adulti, quando si parla di geografia dicono cose tipo: "Perché studiare geografia? Quello che hai bisogno di sapere te lo può dire un navigatore satellitare". Uno degli effetti indesiderati di un'acritica tendenza alla sempre maggiore velocità è una certa qual cialtronaggine del pensiero, che porta a considerare appaiabili concetti e idee che nei fatti sono ben distinti. Occorre ormai un certo sforzo intellettuale per ricordarsi costantemente che c'è differenza tra parlare (o scrivere) e comunicare, tra presenziare e partecipare, tra spostarsi e viaggiare. Forse è proprio a causa della forzata sinonimia tra questi ultimi due termini che l'allora ministro per l'Istruzione, Maria Stella Gelmini, decise, nel 2008, di varare il cosiddetto "riordino" che, a partire dal 2009, fece sostanzialmente sparire l'insegnamento della geografia dalle scuole superiori. Detto così forse è fuorviante e potrebbe sembrare che il provvedimento non sia stato guidato da precisi criteri. Invece si sono fatti dei distinguo, e vale la pena sottolinearli. Licei: l'insegnamento della geografia non esiste più in forma autonoma; è accorpato con "storia" (3 ore settimanali), ed è affidato a non specialisti. Istituti tecnici commerciali: la materia, che prima si studiava solo nel triennio, ora si studia solo nel biennio. Quindi un anno in meno. Nel triennio si fa poi "Relazioni internazionali" e "Geopolitica", a cura degli insegnanti di diritto e di Economia aziendale. Istituti tecnici e professionali: non si fa più geografia nel biennio (che ora però è parte dell'obbligo scolastico). Istituti nautici, professionali per il turismo e alberghieri: udite udite, l'insegnamento della geografia è stato semplicemente eliminato. È da quest'ultima informazione che parte lo sbigottimento: siamo un paese che regge una buona parte della sua economia sulle produzioni agroalimentari di qualità, le quali sono legate a specifici territori, e sia per questa peculiarità sia per lo straordinario patrimonio artistico siamo anche un paese che basa sul turismo un'altra bella fetta di Pil, e noi cosa facciamo? Perché lavoriamo per far sì che le prossime generazioni di operatori turistici e alberghieri non solo non colgano le peculiarità culturali di chi arriva, ma non sappiamo nemmeno presentare quelle dei territori in cui lavorano? E come se non bastasse, sforneremo anche liceali ignoranti in geografia, i quali andranno all'università e poi faranno carriera e poi alcuni di loro diventeranno ministri, magari dell'Agricoltura, o dei Beni culturali. E a proposito di ministeri: più o meno nello stesso momento in cui la Gelmini varava il riordino, nasceva, ad opera del ministero dell'Agricoltura, la Rete rurale nazionale, un coordinamento di attori istituzionali e della società civile che porta avanti la riflessione sullo sviluppo rurale partendo dal principio sacrosanto che non esiste una ricetta unica, ma ce ne sono tante quanti sono i territori, con le loro caratteristiche fisiche e culturali. Era, ed è, una buona idea; peccato che a minarla alla base stessa del suo senso sia proprio l'opera di un ministro del medesimo governo. Chi si occupa di agricoltura e di ruralità sa, infatti, che i territori si raccontano attraverso i prodotti, ma quei racconti bisogna saperli ascoltare, bisogna conoscere la lingua che i prodotti parlano. È una lingua fatta di climi, composizioni del suolo, storie economiche e sociali, guerre, religioni. Il successo dei mercati contadini, così come quello di eventi come il Salone del Gusto o Cheese sta nel fatto che l'assaggio di un prodotto, la conversazione con il suo artefice sono le chiavi per aprire porte di territori da esplorare. Ma come si potrà in futuro raccontare le peculiarità dei pascoli lucani, se chi ascolta farà fatica a ricordare dove si trova la Basilicata? La nuova ministra per l'educazione vorrà porre rimedio a quel "riordino"? Si torni a studiare la geografia nelle scuole, e si affidi questo insegnamento a docenti preparati. Perché di gente che "non sa da che parte è girata" ne abbiamo intorno a sufficienza. Di Carlo Petrini, La Repubblica -01/08/13

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August 06, 2013 at 09:37AM